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DA "LA PADANIA" PAG. 4 - MERCOLEDI' 21 GENNAIO 1998

Nostra intervista al presidente del Comitato vittime dell'azienda di Stato

Telecom, bollette "impossibili"

PADOVA
MAX PARISI


Il telefono squilla in continuazione, e non sono mai belle notizie. Sto seduto da meno di un'ora di fronte all'ingegner Lorenzo Filippi nella sede di Padova del Comitato vittime Sip-Telecom che presiede da quando l'ha fondato nel 1994, e posso assicurare che all'utenza di questo ufficio (049/8715010) si registra un vero bombardamento di reclami da ogni dove.

"Si', tutti i giorni e' cosi' - esordisce l'ingegnere - e anche peggio"

La ragione per cui ho voluto conoscere quest'uomo non e' dettata solo dalla curiosita'. In precedenza mi aveva annunciato di avere a disposizione una nutritissima documentazione su una serie di casi, uno piu' sconcertante dell'altro, accaduti ad abbonati Telecom. Proprio di questi iniziamo a parlare.

"Vede? Osservi questa bolletta, e mi dica se e' possibile che siano conteggiate due telefonate (erotiche - ndr) che risultano fatte dallo stesso utente sulla medesima linea di casa alla stessa ora! Com'e' possibile?".

In effetti e' impossibile, ma la documentazione - spedita per di piu' dalla Telecom - parla chiaro: il 9 giugno 1995 dalla linea dell'abbonato alle ore 19 e 48 esatte sono "partite" due chiamate a due numeri erotici diversi teoricamente "cileni" che hanno prodotto due differenti addebiti di scatti. La prima 116 (3 minuti e 50 secondi), la seconda 8 (12 secondi).

Ancor piu' perplessi lasciano gli avvenimenti accaduti subito dopo l'arrivo di questa bolletta a casa dell'interessato. L'abbonato presento' denuncia alla Procura di Bassano del Grappa paventando la truffa dato che di tutte quelle telefonate si dichiarava completamente estraneo. Il Pm a cui venne affidata l'inchiesta stabili' di porre sotto controllo la linea per sapere chi effettivamente stava telefonando ai numeri pornografici, ma - fate attenzione - di questa disposizione non parlo' col denunciante, la comunico' solo a Telecom. Ebbene, non appena la pratica arrivo' all'attenzione degli uffici territoriali Telecom da cui dipendeva tecnicamente l'utenza in questione, ecco che improvvisamente le chiamate erotiche - che intanto continuavano nonostante la denuncia - si bloccarono di colpo e non se ne ebbe piu' traccia. Che dire di fronte a un caso cosi'? Filippi mi illustra un'altra vicenda simile che pero', a differenza della prima, ebbe una certa risonanza nei giornali nel '93. Si tratta del caso della signora Margherita Costa di Torino che si vide recapitare una bolletta di 128 milioni e 502mila lire relativa ai consumi domestici. La Stampa se ne occupo' con un lungo articolo, ma come spesso capita la storia cadde poi nel dimenticatoio. "Sappia - mi dice Filippi - che ancora oggi questa signora e' senza telefono e la Telecom pretende siano pagati almeno 30 milioni per chiudere la pratica. Sono in causa, e si assiste a continui rinvii. Telecom e' arrivata a dover ammettere che "si era sbagliata" sui 128 milioni, erano solo 12 milioni e 800mila lire. Non le dico poi quando ancora Telecom ha inviato la bolletta del bimestre successivo per l'importo di altri 9 milioni nonostante avesse, e qui si cade nel grottesco, la stessa Telecom, staccato i fili della signora Costa "per morosita'" alcuni giorni dopo averle richiesto quei 128 milioni. Si rende conto?". Filippi e' una specie di torrente in piena. Mi mostra un tabulato dei consumi di un altro abbonato che si e' rivolto al Comitato: "Guardi questi numeri che Telecom attribuisce ad utenze "cilene". Sono di 5 cifre, giusto? In Cile non esistono numeri telefonici di 5 cifre. Poi guardi la prima cifra dopo il prefisso internazionale. Vede? E' un 1 e in altri casi e' un 9. Starebbero ad indicare i distretti telefonici cileni. Come se lei chiamasse il distretto telefonico di Roma dall'estero, e in quel caso la cifra da far seguire al prefisso internazionale 0039 e' 6, come per Milano e' 2 e via di seguito. Solo che in Cile, mi sono documentato senza possibilita' di errore, non esistono distretti col 9 e tanto meno con l'1. Allora, che numero e' quello che la Telecom fa pagare come se fosse una chiamata internazionale?". Fra le tantissime carte che inondano la scrivania dell'ingegner Filippi, c'e' anche un misterioso "Tabulato Zoller" ad uso interno di questa azienda telefonica. Si tratta della scheda completa di tutte le telefonate, financo delle chiamate senza risposta, e perfino delle chiamate interrotte, tipo "ho sbagliato il numero, adesso lo rifaccio" di un utente del centro Italia. Questo documento e' davvero istruttivo per i seguenti motivi: primo, smentisce clamorosamente la stessa Telecom quando sostiene di non essere in grado di documentare le chiamate inferiori ai 4 scatti, perche' le annota fedelmente con tanto di giorno, ora e minuto della chiamata. Secondo, mostra in maniera evidentissima che le presunte telefonate alle linee pornografiche sono fatte in realta' da computer e non da persone in carne e ossa. Terzo, rende evidenti casi di chiamate pirata sovrapposte, cioe' eseguite contemporaneamente ad altre telefonate sulla medesima utenza. Dei tre fatti, forse il piu' devastante e' il secondo. Una apposita griglia del documento prova che nonostante la telefonata sia conteggiata, non ha attivato la teleselezione che e' uguale a dire che qualcuno in maniera vampiresca e' "entrato" non nella linea della vittima, ma nella centrale computerizzata che la gestisce, addebitando a monte di tutto delle telefonate "internazionali" totalmente inventate. Se non avessi sotto gli occhi questo tabulato, stenterei a crederci.

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* Comitato Vittime della Sip-Telecom * info@sipvittime.org


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