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DA "IL MATTINO DI PADOVA"- MARTEDI' 9 DICEMBRE 1997 - PAGINA 17

Un utente si trova addebitati 556 scatti nella bolletta e presenta denuncia per truffa ai carabinieri

"Telefonate in Cile e Polinesia? No, ero in vacanza"


AL rientro dalle vacanze, trascorse con la consorte alle Isole Eolie dal 26 giugno al 26 settembre di quest'anno, Nicolo' Franza di Sarmeola di Rubano trovo' una sgradita sorpresa: nella bolletta della Telecom relativa al periodo 30 giugno-30 agosto gli veniva addebitato un sensibile importo per telefonate effettuate in vari Stati del globo. Impossibile, visto che si trovava altrove ed in casa non c'era nessuno. Gli venivano attribuite chiamate intercontinentali in Cile, Equador, Polinesia ed addirittura in Nuova Caledonia. Morale della favola: 565 scatti, pari a circa 90 mila lire.

Nella bolletta della Telecom c'e' dovizia di particolari su queste telefonate-fantasma. La prima, quella fatta in Cile, sarebbe stata effettuata giovedi' 3 luglio '97, dalle 15.52 alle 15.56, per un totale di 69 scatti. La seconda, di altri quattro minuti per un totale di 73 scatti, concerne la Polinesia e risulta fatta nello stesso giorno della precedente. La terza e la quarta, entrambe di cinque minuti, recano la data del 7 luglio '97: 85 scatti per l'Equador e 334 scatti per la telefonata in Nuova Caledonia.

A questo punto l'utente prende carta e penna segnalando l'accaduto alla Telecom che invia sul posto un tecnico. Ma dal sopralluogo risulta tutto in regola. Il 10 ottobre, la Telecom cosi' risponde a Franza: "Accurati controlli tecnici hanno permesso di verificare la corretta funzionalita' del suo contatore di centrale e delle apparecchiature ad esso collegate e la perfetta efficienza della sua linea telefonica". Si ribadisce in sostanza "l'esattezza dell'addebito" e lo si invita a "provvedere entro 15 giorni".

Ma Franza non ci sta e passa alle vie di fatto. Il 30 ottobre sporge denuncia davanti ai carabinieri della stazione di Rubano, lamentando d'essere "rimasto vittima di una truffa". Racconta i fatti ed antefatti sottolineando a suo dire "la superficialita' e l'arroganza con cui la Telecom gestisce un servizio pubblico". L'utente appare risoluto a non accettare "atti intimidatori". Chiede pertanto l'intervento delle autorita' preposte perche' "sia fatta giustizia" e perche' gli venga rimborsato e restituito "quanto scorrettamente addebitato con bolletta del quinto bimestre 1997".

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