LORENZO Filippi, ingegnere, titolare di uno studio di consulenza tecnica, ha un contratto con la Sip per telefonate d'affari anche per l'apparecchio di casa, in via Lorenzo da Bologna dove risiede, complementare a quello che usa nel luogo di lavoro, in via Crimea, 3.
Oggi il giudice Santinello del tribunale civile deciderà sulla procedura d'urgenza di cui Filippi è attore contro la società telefonica che gli ha staccato la linea per morosità. La competenza del tribunale, piuttosto che della pretura, deriva dalla non immediata quantificabilità dei danni che Filippi avrebbe subito in seguito alla disattivazione del telefono ed il giudizio è sull'urgenza, non riguarda il merito della vicenda. Il merito è questo: una bolletta bimestrale certifica a carico dell'ingegner Filippi una serie di telefonate a centri di «animazione erotica» a Portorico, Singapore, Stati Uniti, Thailandia contrassegnati dal prefisso 00. Il che ha dilatato l'importo rispetto alla media e Filippi si è limitato a pagare la media, dal momento che nel periodo in questione si trovava in ferie (e può provarlo), lontano da casa e quindi non era in grado di esplorare gli spazi che lo 00 apre all'utente, cosa che, d'altra parte, non rientra nel menù dei suoi interessi.
E questo è solo un episodio della guerra che l'ingegnere padovano ha dichiarato alla Sip e lo stato di belligeranza ha divaricato talmente le posizioni da renderle inconciliabili. Filippi sostiene che la Sip spara, attraverso computer, telefonate inesistenti a carico dell'utente, l'ingegner Biral, direttore della Sip di Padova, su questo tema rifiuta perfino di ribattere. «Non esiste una risposta sensata - dice Biral - da dare a chi ti accusa di falsificare le bollette. So che Filippi ha fatto un esposto-denuncia alla magistratura in cui viene ipotizzato il reato di truffa e altro. A questo punto la parola spetta ai giudici. Non c'è comunque nessun computer che spara informazioni fasulle caricando la bolletta dell'utente. Possono verificarsi errori di lettura del contatore, ma se il tabulato registra telefonate intercontinentali fatte da un certo numero telefonico vuol dire che qualcuno le ha fatte. «Ai ricorsi - dice Filippi - la Sip risponde con un modello preconfezionato in cui dà notizia dei controlli effettuati ed impone il pagamento, pena l'interruzione del servizio. Non c'è possibilità di discussione».
In mancanza di un giudizio definitivo va presunta la buona fede di entrambe le parti in causa e questo ci pone su un crinale su cui è difficile stare in equilibrio. Va detto che Filippi non è il solo a lamentare bollette incredibili. Sono quasi un centinaio i padovani che formano il comitato «Vittime della Sip» e organizzazioni analoghe si sono formate in tutta la penisola collegate anche all'Acu, Associazione Consumatori - Utenti. Sono fortissimi a Lucca, a Roma, a Napoli e a Torino. A Torino è stato emblematico il caso della signora Margherita Costa che si è vista recapitare un conto di 128 milioni attribuibili a telefonate erotiche, una valanga di scatti, sparse tra il Venezuela a Hong Kong. La signora Costa è una pensionata settantenne ed è ben lontana dall'apprezzare i sospiri satellitari e le intemperanze orgasmatiche di Moana Pozzi. La Sip è d'accordo: ma se non ha telefonato l'anziana sarà stato qualcun altro che ha usato il suo apparecchio. E' chiaro che questo atteggiamento non può che accendere fuochi in famiglia: sul banco degli imputati passano madri e figlie, cameriere filippine, cuochi somali, autisti croati, amici di famiglia, cognati intriganti. «I numeri con il doppio zero - ricorda Biral - qualificano una telefonata intercontinentale. La Sip non gestisce questo servizio: si tratta di società emigrate all'estero proprio per il rifiuto Sip di attivarne le linee sul territorio nazionale. Prolificano nel Terzo Mondo grazie a società telefoniche, anche di Stato, che traggono da questa attività notevoli profitti. Noi non possiamo certo limitare questo servizio, dovremmo bloccare tutte le telefonate intercontinentali. Non è comunque roba nostra, ancora meno di quanto lo sia il 144 che pure non ci compete, ma di cui gestiamo l'utilizzo della rete. Qui stiamo differenziando i servizi professionali, che saranno preceduti dal 166, dalle «chat-line» che conserveranno il 144. Di queste comunque ne stiamo potando un bel mucchio».
La Sip non può comunque negare che chat-line e 00 provochino un pesante inquinamento di immagine per la società telefonica né che tali servizi, estremamente accattivanti, possano catturare i soggetti più deboli, scatenando vere e proprie ossessioni. La storia raccontata da Filippi, l'handicappato che trova nelle chat-line una consolazione al suo stato è inquietante: in 10 bimestri, quindi meno di due anni, 103.202 scatti pari ad un importo di quasi 15 milioni, la cornetta come placebo, ma salato. Questo non è socialmente accettabile prescindendo dal comportamento della Sip.
Il direttore Biral informa che i reclami contro la Sip sono il 5-6 per mille in una realtà di 340 mila abbonati che fa registrare un indice di penetrazione telefonica su Padova e provincia del 42 per cento, con il 90 per cento delle famiglie titolari del servizio telefonico. La percentuale è fisiologica, ma è cambiata la qualità, oggi molti reclami riguardano lo straripamento dell'importo dalle rotaie della consuetudine con effetti micidiali sul bilancio famigliare.
Biral, a questo punto, parla di educazione all'uso del telefono;
Filippi fa notare la scarsa trasparenza dei resoconti Sip e cita la
Telecom inglese a cui in caso di contestazione del conto spetta
l'onere della prova, proprio il contrario di quello che accade in
Italia. L'ingegnere insiste anche sul cambio dei contatori che
sarebbe il prologo dell'inserimento del computer. «All'Arcella,
dove abita Filippi - dice Biral - abbiamo sostituito 18 mila
vecchi contatori con nuovi contatori elettronici, un passo
avanti tecnologico, niente di più e niente di meno».
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