AL MATTINO DI PADOVA
Padova, 31 gennaio 1994
Dall'aumento di lettere al giornale da parte di utenti inferociti, dalle numerose persone che protestano presso gli uffici di Piazza Sartori e, non ultimo, dalla mia esperienza personale, sembrerebbe che la SIP abbia trovato un nuovo modo per aumentare i propri introiti.
Si può pensare venga sorteggiato (probabilmente con il computer) un certo numero di utenti cui addebitare, di quando in quando, una bolletta salatissima con un astronomico numero di scatti. Naturalmente, alle proteste dell'ignaro utente, la SIP ha istruito i propri funzionari a rispondere, garbatamente, secondo le ben note 6 regole d'oro:
1) negare;
2) negare ancora;
3) negare sempre;
4) negare anche di fronte all'evidenza;
5) la SIP ha sempre ragione;
6) l'utente ha sempre torto.
La risposta, in tutti i casi, è quindi sempre la stessa, ormai ciclostilata: "non avendo riscontrato nessuna irregolarità, dobbiamo confermare il corretto addebito degli scatti fatturati in bolletta".
Come se non bastasse alle loro casse, invitano poi l'utente a pagare un ulteriore balzello di L.35+IVA per ogni telefonata, al fine di ottenere la documentazione del traffico telefonico in bolletta, premunendosi naturalmente di non fornire alcuna garanzìa della completezza ed esattezza di tale documentazione. Questo poi non comporta in ogni caso la revisione per il passato delle salate bollette che l'utente deve comunque pagare (secondo loro!), ma solo una documentazione per il futuro.
Quando mai si vorranno finalmente considerare gli utenti come un qualche cosa di diverso dai semplici polli da spennare? Possibile che non vi sia qualche dipendente SIP, a conoscenza di questi meccanismi perversi, che si ribelli e decida di raccontare finalmente agli utenti la verità?
Come se non bastasse, è stato fatto sparire dalla circolazione l'utile dispositivo Teleprint con stampa del numero degli scatti, per la documentazione presso l'utente del traffico telefonico, in modo da strappargli qualsiasi possibilità di dimostrare le proprie ragioni. Perchè allora la SIP continua a pubblicizzare tale dispositivo a pag. 34 dell'avantielenco? Ma non dovrebbe essere invece la SIP che deve dimostrare un valore anomalo del traffico, prima di imporne il pagamento?
Da parte mia, vista l'inutilità di qualsiasi protesta e dimostrazione, di fronte a questo muro di gomma, ho provveduto ad inoltrare un esposto-denuncia alla Magistratura affinchè accerti se, nel comportamento della SIP, si possano ravvisare fatti penalmente rilevanti. Ritengo tuttavia utile che gli utenti colpiti da questa nuova "strategìa commerciale" si riuniscano per far valere i propri diritti calpestati.
A tale scopo resto disponibile per chi volesse mettersi in contatto con me,
al numero telefonico (ovviamente!) 049/606882 di Padova.
(n.d.r.: poi tagliato dalla Sip, senza spiegazioni, il 10/06/94. La linea è
stata ripristinata, dopo giusti 2 anni e mezzo di "calvario", il 10/12/1996).
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