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SPIGOLATURE (020)


DISABILITAZIONE A CODICE "SEGRETO"
(DI PULCINELLA)

23 maggio 1998


Quando un utente telefonico, richiamato dal fatidico telegramma Telecom che annuncia un improvviso aumento degli scatti addebitati sulla sua linea, oppure in seguito al ricevimento di una bolletta telefonica di importo esorbitante, ha il primo contatto con gli uffici della Concessionaria telefonica monopolista, una delle prime cose che si vede proporre, al fine di ovviare (cosi' dicono) agli inconvenienti lamentati, e' la "disabilitazione a chiave numerica" o a "codice segreto".

In cosa consiste?

All'utente viene assegnato un codice numerico "segreto", con il quale eseguire, dal proprio apparecchio (naturalmente la centrale su cui e' attestata l'utenza dev'essere di tipo numerico) la disabilitazione delle chiamate 144, 166 e con prefisso 0 e 00. Il costo e' di L.22.000 per l'attivazione, una tantum, ed un canone bimestrale di L.7.000, pari a 42.000L./anno.

Innanzitutto un po' di conti. Se tutti i 25 milioni di utenti richiedessero il codice (cosa non certo fattibile, per lo meno, per le aziende), l'attivazione frutterebbe 550 miliardi di lire. Il canone annuo, invece, renderebbe alla Telecom 1.050 miliardi/anno. Niente male per l'U.G.N. (Ufficio Grandi Numeri della Telecom).

La prima cosa che accade quando viene attivata l'autodisabilitazione a codice, ma che Telecom si guarda bene da dire all'utente, e' che i 144, gia' disattivati in centrale per Decreto Governativo dal 27-02-96, vengono a questo punto riabilitati sulla linea.

Pensate al codice del Bancomat, che vi viene consegnato in busta chiusa-sigillata. Bene! Niente di tutto questo. Il codice "segreto" arriva all'utente in una normale lettera (in genere aperta) battuta al computer. La prima cosa che viene da pensare all'utente e' che tale lettera, prima di essere spedita, abbia fatto quanto meno il giro di tutta la Filiale Telecom della sua citta'.

Ma i guai sono appena iniziati. L'utente, dopo aver disabilitato la sua linea alle chiamate prefissate da 144, 166, 0, 00, si accorge che e' necessario riabilitare la linea, prima di ogni normale chiamata interurbana, e disabilitarla subito dopo: codice e controcodice, una notevole complicazione. E tutto questo per quale motivo? Per mantenere sulla propria linea dei servizi estranei al contratto di Pubblico Servizio stipulato, servizi che l'utente non ha mai richiesto (Audiotel e 00 erotici). Ma perche', allora, l'utente deve complicarsi la vita proprio per fare quelle telefonate (interurbane e normali internazionali), che sono invece comprese nel proprio contratto di Pubblico Servizio? Misteri (?) della Telecom!

Dopo un primo periodo, alcuni utenti si abituano ad usare il codice, altri, a fronte di tante complicazioni indesiderate (a pagamento!), preferiscono lasciar perdere e continuare alla vecchia maniera. A volte, poi, succedono ulteriori guai: la Telecom, ad es. cambia il codice senza avvisare il "cliente", che si trova improvvisamente le interurbane bloccate, senza sapere perche'. Il caso piu' umoristico, ma tuttavia non raro, e' che all'utente che si trova in difficolta', anche per le complicazioni ed i disguidi (frequenti) della Telecom, l'impiegata suggerisca "Il codice glielo tengo io, cosi' Lei e' sicuro che nessuno in casa lo puo' fare e la sua linea e' sicurissima, si puo' fidare".

Comunque, la cosa piu' comune che capita all'utente scrupoloso, che provveda a comporre codice e controcodice ad ogni telefonata interurbana, magari anche con test per sentire la vocina che annuncia la disabilitazione della linea a tale tipo di chiamata, e' di ricevere una bolletta che nella documentazione presenta ancora sia servizi 166 che, piu' spesso, servizi 00 erotici.

All'infuriato utente che, ovviamente, subito telefona alla Telecom per protestare per gli addebiti di questo traffico indesiderato, nonostante i soldi spesi ed i numerosi fastidi aggiunti, la candida impiegata spiega beffardamente che questa non puo' essere che la prova provata che l'utente (o qualche suo familiare che ha "rubato" il codice) e' un vero maniaco, usuale utilizzatore dei servizi erotici, che ha composto codice e controcodice per farsi le "telefonatine". Oltre all'inganno e all'addebito indesiderato, la beffa!

Gli orari di abilitazione e disabilitazione vengono scrupolosamente registrati dal computer di centrale della Telecom, che tuttavia si guarda bene da fornire le relative stampate all'utente. E' successo comunque che, qualche solerte funzionario, per umiliare ancor piu' l'utente cosi' sicuro di se', abbia voluto mostrare e far ricopiare allo stesso tali orari di attivazione e disattivazione. Disgraziatamente, questi utenti possedevano prove schiaccianti che nessuno era presente in casa in tali orari! Cos'era successo? Com'era possibile tale meraviglia della telematica?

E qui entrano in campo 2 possibilita'. Se un ignoto si e' allacciato abusivamente alla linea dell'utente, la teledisabilitazione serve a poco: e' sufficiente che il "pirata" attacchi un registratore sulla linea (bastano delle pinzette a coccodrillo) e attenda che l'utente digiti il codice, per registrarlo e rifarlo quando vuole. Visto che poi l'utente lo deve battere tutte le volte che fa una chiamata interurbana, la probabilita' che il pirata capti il codice e' molto alta.

Vediamo l'altra possibilita'. Come fa il computer della Telecom ad abilitare e disabilitare tali servizi? Ma e' ovvio, il codice e' memorizzato proprio nello stesso computer. Sappiamo bene che basta una piccola routine, scritta da un esperto programmatore, per abilitare e disabilitare automaticamente, senza lasciar traccia, il codice "segreto" (di Pulcinella), lasciando "il cancello" aperto per lasciar "entrare i buoi" (nel caso gli 00 erotici o i 144/166), anch'essi guidati da qualche altra piccola routine di apposito software. Non vogliamo essere cosi' maligni da pensare che queste routine "pirata" trovino dimora permanente nella memoria dei computer della Telecom, ma sappiamo benissimo la facilita' di ingresso che c'e', per qualsiasi addetto che conosca i codici di accesso (invero non si riesce a sapere quanti, sia della Telecom che delle ditte appaltanti, abbiano accesso via cavo alle centrali Telecom) e che sia in grado di utilizzare le linee di servizio.

Che fare, allora? Meglio rifiutare categoricamente la disabilitazione a codice "segreto" (sempre di "Pulcinella"), e chiedere la disabilitazione in centrale, gratuita e permanente dei servizi 144, 166 e 00 erotici. La Telecom, naturalmente, si rifiuta di riconoscere una distinzione tra 00 internazionali e 00 erotici, affermando che l'unica possibilita' di disabilitazione si ha con il codice, dall'apparecchio dell'utente. Niente di piu' birichino! Gli stessi impiegati della Telecom sanno distinguere benissimo gli 00 erotici dai veri internazionali. Ad esempio, caso piu' frequente, per il Cile, il prefisso internazionale 0056 e' regolarmente seguito, per gli erotici, da 1 o 9 (ultimamente anche da 8), ma tutti sanno ormai che in Cile non esiste nessun prefisso locale (area code) che inizi con queste cifre. Sarebbe pertanto facilissimo, per le centrali della Telecom, disabilitare i prefissi 00561 e 00569, senza precludere l'accesso ai normali numeri cileni (questa volta "veri" cileni).

Bene, la Telecom si rifiuta di disabilitare? Voi avete inoltrato la richiesta e questo vi da' il diritto di stornare dalla Vs. bolletta documentata eventuali chiamate "erotiche" di questo tipo che apparissero.

Padova, 23 maggio 1998

Per il Comitato Vittime della Sip-Telecom
Il Presidente
Ing. Lorenzo Filippi

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