Forse a qualcuno, nel clima delle ferie estive, sara' sfuggita la notizia
che qui riportiamo, dal Corriere della Sera del 30 luglio 1997.
Coraggiosamente (una volta tanto) si parla di lupo e agnello.
Dobbiamo ricordare che non poteva essere che cosi': infatti la Seat, che
detiene praticamente, attraverso la MMP, il monopolio della pubblicita'
sulla stampa italiana, controlla in tal modo che nessuna notizia sfugga sulla
"Grande Vergogna" delle bollette telefoniche "gonfiate".
Si sa, la merce piu' pagata e' "IL SILENZIO"!
ROMA - (d.d.v.) Se è vero che l'Italia è il Paese delle semi-privatizzazioni la cessione della Seat rappresenta il caso limite. E sì, perché dopo mille giri di valzer che hanno portato il Tesoro prima ad acquistare la Stet dall'Iri, poi a scindere la Seat per metterla in vendita, il risultato sarà che l'azionista di riferimento della società delle Pagine Gialle versione «privata» si chiamerà Telecom Italia.
Nei giorni scorsi infatti il governo ha designato la cordata vincente - nella fattispecie quella capeggiata dalla Comit e dalla De Agostini - ma l'ha obbligata a ricercare, in un breve lasso di tempo e pena la decadenza dalla pole position, un accordo proprio con Telecom. Che dovrebbe entrare nel capitale investendo almeno un paio di centinaia di miliardi e acquistando all'incirca il 20%. Con una quota così significativa è difficile che Telecom rinunci a metter bocca nella scelta dei manager, magari bloccando le candidature circolate in queste settimane.
Ma oltre a essere l'azionista di riferimento Telecom è anche il committente-principe della Seat visto che dà in concessione alla società torinese fino al 2012 la produzione degli elenchi alfabetici. Secondo gli eloquenti dati pubblicati dal mensile Prima Comunicazione, «per conto di Telecom la Seat realizza 29 milioni di volumi all'anno e su questo realizza un fatturato pubblicitario di 640 miliardi, circa il 40% del fatturato complessivo». L'unica analogia che viene alla mente è la favola di Fedro sul lupo e l'agnello. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus, il lupo stava a monte del ruscello e l'agnello a valle. E in questo caso il lupo è anche il principale azionista.
Nella prima fase dell'operazione di cessione ai privati il Tesoro aveva
vietato a Telecom di presentare una propria offerta da sola o in cordata
con altri operatori, ma evidentemente il problema del collegamento tra
produttore di elenchi e gestore telefonico cacciato dalla porta è
rientrato dalla finestra. Ed è stata così escogitata «la soluzione 20%».
Senza però valutare che in presenza di una cordata molto composita e a
prevalente vocazione finanziaria, un socio forte ed esperto del business
come Telecom potrà fare il bello e il cattivo tempo.
* Comitato Vittime della Sip-Telecom *
info@sipvittime.org
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