IL «Comitato Vittime della ex Sip» canta davvero vittoria. Il Ministero delle Poste ha infatti deciso di far eseguire - per la prima volta in Italia - una sperimentazione su tre aree campione della rete telefonica di Padova (un bacino complessivo con 224 mila utenti) per verificare, evidentemente, la fondatezza di tutta una serie di proteste in special modo per i cosiddetti «furti di scatti».
L'annuncio dell'iniziativa del Ministero è stato dato dall'ingegner Lorenzo Filippi, presidente e promotore del Comitato Vittime della ex Sip il quale ha fatto riferimento ad un dossier che il Ministero stesso ha inviato al Prefetto di Padova. Perché questo esperimento nella città del Santo? «Una parte considerevole - si legge nel documento - dell'utenza è insoddisfatta riguardo agli addebiti per il traffico telefonico, perché li ritiene eccessivi e ingiustificati. Peraltro l'elevato numero dei reclami a livello nazionale concorre a rendere plausibile la validità di tali convinzioni ed induce ad ipotizzare l'esistenza di un diffuso fenomeno di furto di traffico ai danni dell'utenza, che si affianca agli endemici tentativi di frode da parte di un limitato numero di utenti. Occorre pertanto scoprire le cause della scarsa efficacia dei processi di prevenzione e di gestione dei reclami per traffico non riconosciuto al fine di rimuovere quelle che producono gli effetti più vistosi. Un modo pertanto utile per rivelare le cause e, nello stesso tempo, ridurre il numero dei reclami ed accrescere l'efficacia delle prove». La sperimentazione a Padova - spiega l'ingegner Filippi - non dovrebbe essere inferiore ad un quinto del numero degli utenti dell'intera rete urbana della città. La prima sperimentazione della durata di sei mesi dovrebbe iniziare al più presto impiegando servizi già disponibili; la seconda, pure di sei mesi, interesserà gli stessi campioni di utenti. Nella missiva al Prefetto - aggiunge l'ingegner Filippi - si fa inoltre un ampio punto della situazione che riguarda proprio noi, «vittime della Telecom», e quindi illustra il grosso lavoro compiuto dallo stesso Ministero. L'illustrazione è contenuta in nove documenti allegati e «dimostra» l'inadempienza della Telecom a tutte le ordinanze del Ministero che imponevano, in buona sostanza, il ripristino delle utenze staccate per morosità pur in presenza di un contenzioso con la stessa Telecom.
Ed a proposito di ripristino di linee staccate è da segnalare come ieri mattina - per la prima volta a Padova - un giudice di pace abbia ordinato alla ex Sip di riattivare il telefono al generale Antonio La Verghetta abitante in via De Lellis. L'alto ufficiale aveva proposto ricorso al giudice di pace, appunto, per una maxi bolletta di un milione ed 800 mila lire di cui resta (ancora da pagare) una «cifra simbolica» di 800 mila lire. Il generale sollecitava il «riattacco» della linea e il giudice di pace dottor Pietro Pedone ha ordinato alla ex Sip di ripristinarla al più presto possibile. Ovviamente la causa sul merito del contenzioso continuerà per valutare se la pretesa, nella specie dei soldi da parte della Telecom, sia legittima. Il generale La Verghetta dopo il recapito di quell'ultima bolletta da un milione e 800 mila lire aveva deciso di vederci chiaro considerando la tipologia degli scatti addebitati e cioè per telefonate «hard». Aveva pertanto pagato solo un milione. A fronte però - interviene l'ingegner Filippi - di un anno nel quale s'era visto recapitare altre bollette milionarie. E proprio per quanto concerne l'ultima bolletta egli era stato informato dalla Telecom che c'erano conteggiate, appunto, delle telefonate con prefisso 144, circostanza che l'utente ha sempre respinto, in quanto sarebbero state effettuate in mesi in cui il generale era all'estero.
Antonio Garzotto
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