Padova, 09 marzo 1996.
Oggetto: due vittorie importanti del "Comitato Vittime della Sip-Telecom": il Giudice di Pace Dr. Pedone ordina alla Telecom di restituire l'utenza telefonica interrotta al Gen. Antonio La Verghetta; la sperimentazione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni sulla rete telefonica di Padova.
Nell'udienza tenuta il giorno 8 marzo 1996, il Giudice di Pace, Dr. Pedone, ha ordinato alla Società Telecom Italia la restituzione della linea telefonica al Gen. Antonio La Verghetta, difeso dall'Avv. Massimiliano Valveri di Padova. L'utenza era stata abusivamente interrotta dalla Telecom nell'agosto 1995, in seguito alla vertenza in atto sulla bolletta del 6 bimestre 1994, nella quale erano stati addebitati 13.291 scatti, per un importo di L.1.881.000.
Il Gen La Verghetta era stato convocato dalla Telecom, nel settembre 1994, a mezzo telegramma, e avvertito che la maggior parte degli scatti addebitati erano dovuti ad una serie di telefonate "erotiche", con prefisso 00 e 144, in due giorni in cui si trovava invece all'estero. Dopo aver pagato L.1.000.000, ad abbondante copertura del presunto traffico reale, iniziava una vertenza in cui la Telecom si rifiutava di produrre la documentazione in suo possesso.
Nonostante la denuncia inoltrata alla Procura di Padova contro la Telecom e le verifiche in corso da parte dell'Ispettorato Regionale dell'Ente Controllo Concessioni del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, la Concessionaria monopolista interrompeva ugualmente la linea, incurante delle reiterate proteste. La Telecom rimaneva poi inadempiente anche a fronte delle successive Ordinanze, in data 31-10-95 e 22-11-95 del Ministero, che ordinavano l'immediato ripristino delle linee interrotte, anche per permettere i necessari controlli da parte degli Ispettorati Ministeriali. In pratica la Soc. Telecom, con lo stacco della linea, ha voluto anticipare qualsiasi giudizio, sia della Magistratura che del Ministero, ergendosi ad unico giudice del proprio operato.
Ora la causa davanti al Giudice di Pace entrerà nel merito, per valutare se il credito vantato dalla Telecom sia fondato e legittimo, e sia giusto che la Concessionaria, pur non concedendo alcun documento, inverta l'onere della prova sull'utente, al quale viene così impedito di provare la propria estraneità al traffico telefonico addebitato. Tutto ciò in aperto contrasto alla recente sentenza emessa dal Giudice di pace di Bergamo, nella quale espressamente si rileva che la bolletta telefonica è semplice documento contabile, emesso da un fornitore equiparabile a qualsiasi altro e non può costituire prova del credito vantato, che dev'essere inequivocabilmente documentato dal fornitore stesso, come in qualsiasi rapporto commerciale.
Con nota prot.01092, in data 20-02-96, inviata al Prefetto di Padova ed alla Telecom Italia, che ha come oggetto "Comitato Vittime della SIP-TELECOM - Reclami per disattivazione linee telefoniche", la Direzione Generale Concessioni ed Autorizzazioni del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni ha finalmente precisato alcuni punti fondamentali relativamente alla questione "superbollette", dovute a "traffico telefonico non riconosciuto dagli utenti". A seguito delle numerosissime proteste pervenute da molte città italiane, in particolare da Padova, sono stati costituiti appositi gruppi di lavoro, al fine di studiare il fenomeno.
Nella lettera viene evidenziata l'inadempienza della Telecom riguardo alla riattivazione delle utenze abusivamente interrotte che, tra l'altro, rende impossibile la "sperimentazione" cui la stessa Telecom si era impegnata con il Ministero, al fine di evitare le sanzioni previste dalla convenzione di concessione. Ancora una volta le "promesse" della Telecom, finora mai mantenute, si sono dimostrate utili solo a protrarre ulteriormente gli astronomici incassi dovuti all'addebito di traffico telefonico "abusivo", mai usufruito dagli utenti, causato principalmente dai "servizi audiotel" (144 e 166) e dai "servizi erotici" con prefisso 00, mai accettati nel contratto dagli utenti ed illegali in Italia. L'allegato 9 della lettera al Prefetto riguarda direttamente la nostra città ed ha come titolo "Sperimentazione sulla Rete urbana di Padova", e riporta quanto segue:
"Il 77% degli utenti della rete di Padova è, al 31-12-1995, collegato a centrali di commutazione in tecnica numerica; è previsto che solo l' 1% dell'utenza sarà servito da centrali analogiche al 31-12-1998. Attualmente gli utenti sono circa 224.000."
"Una parte considerevole di questa utenza è insoddisfatta riguardo agli addebiti per traffico telefonico, perché li ritiene eccessivi ed ingiustificati; peraltro l'elevato numero dei reclami a livello nazionale concorre a rendere plausibile la validità di tali convinzioni e induce a ipotizzare l'esistenza di un diffuso fenomeno di furto di traffico ai danni dell'utenza, che si affianca agli endemici tentativi di frode da parte di un limitato numero di utenti. Occorre pertanto scoprire le cause della scarsa efficacia dei processi di prevenzione e di gestione dei reclami per traffico non riconosciuto, al fine di rimuovere quelle che producono gli effetti più vistosi."
"Un modo per rivelare le cause e, allo stesso tempo, ridurre il numero dei reclami e accrescere l'efficacia delle prove da fornire per avvalorarne la fondatezza, consiste nell'offrire una serie di servizi ritenuti idonei per la prevenzione dei reclami, all'utenza della rete urbana di Padova, nonché rilevare e analizzare tutti i dati necessari per migliorare i risultati favorevoli previsti, al fine di diffondere l'uso di sistemi di prevenzione sull'intera rete nazionale. La sperimentazione dovrebbe essere effettuata su 3 campioni d'utenza, i primi due serviti da centrali in tecnica numerica e il terzo da centrali analogiche; la somma delle numerosità dei campioni dovrebbe essere non inferiore a 1/5 del numero di utenze dell'intera rete urbana di Padova."
"Gli utenti prescelti per la sperimentazione dovrebbero disporre dei servizi appresso elencati. Il primo campione dovrebbe poter scegliere fra i servizi di prevenzione e/o limitazione dei danni, ........, o disporre di combinazioni di servizi, forniti attualmente o a breve termine (con oneri modesti per la Telecom); gli altri due campioni, solamente di un servizio per utente, compatibilmente con la disponibilità, attuale o a breve termine, consentita dalle tecniche. Una prima sperimentazione, della durata di 6 mesi, dovrebbe iniziare al più presto, impiegando i servizi già disponibili o facilmente implementabili a breve termine. Una seconda sperimentazione, alla conclusione della prima e per altri 6 mesi, interesserebbe gli stessi campioni di utenti, che potrebbero scegliere i servizi (almeno per la tecnica numerica) fra tutti quelli elencati; l'inizio di questa sperimentazione potrebbe essere rimandato, qualora non fosse completata la realizzazione di tutti i servizi previsti in elenco. Le sperimentazioni dovrebbero essere seguite con assiduità dal Ministero PT e dalle Associazioni d'utente maggiormente rappresentative."
Per il "Comitato Vittime della Sip-Telecom"
Il Presidente
Ing. Lorenzo Filippi
Il Vice Presidente
Arch. Antonio Boso
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