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CAUSE & SENTENZE (004)


DA "IL MATTINO DI PADOVA", MERCOLEDI' 21 FEBBRAIO 1996

Un centinaio di utenti ricorrono alla magistratura

«Bollette troppo salate»
Esposti contro la Telecom

E il «comitato vittime ex Sip» vince in tribunale


LA SECONDA sezione del tribunale civile ha chiuso con una decisione a sorpresa la prima delle «querelles» che oppone l'ingegner Lorenzo Filippi, presidente e coordinatore del «Comitato Vittime della ex Sip» (cinquecento aderenti in tutta Italia) alla «Telecom Italia».

La sede di Padova della società telefonica lo aveva trascinato in giudizio «per aver leso la onorabilità e la reputazione» della ex Sip con una serie di lettere di protesta all'indomani (siamo alla fine del 1992) della scoperta da parte del ricorrente dell'addebito nella sua utenza di un numero superiore e non giustificato di scatti. Un contenzioso che ha avuto toni aspri anche perché la Telecom espose al giudice che il Filippi nelle sue missive aveva usato nei suoi confronti e in quelli di funzionari «espressioni ingiuriose attribuendo comportamenti ed intenti truffaldini, fraudolenti ed estorsivi, ricattatori, prevaricatori e prepotenti». L'esposto - che invocava pure la liquidazione di un congruo risarcimento del danno - venne presentato il 2 novembre 1994. L'ingegner Filippi si costituì e seguirono alcune udienze in una delle quali (29 giugno 1995) si affiancarono al presidente del Comitato sia il Codacons (l'Associazione Consumatori) sia l'Associazione Utenti Servizi Telefonici, preannunciando poi l'intenzione di far deporre a Padova come teste il comico Beppe Grillo che con la Telecom davvero non è mai stato molto tenero. Dal canto suo l'ingegner Filippi aveva chiesto al tribunale presieduto da Aurelio Verger di rinviare la decisione finale della causa alle conclusioni delle inchieste penali pendenti davanti alla Procura circondariale di Padova alla quale - l'indiscrezione è di ieri mattina - sono stati presentati sino ad oggi almeno un centinaio di esposti da parte di utenti (la metà sono appartenenti al Comitato Vittime) che ritengono di aver ricevuto bollette enormemente ed illecitamente «gonfiate».

Il via all'indagine penale è del novembre 1994 e per prima venne interessato il sostituto Paola Cameran che, in un secondo tempo sarebbe stata affiancata davanti all'aumento del numero degli esposti, dai sostituti Angelo Risi e Federico Prato. La squadra di Pg dei carabinieri ha compiuto in questo tempo un duro lavoro in quanto oltre che i ricorrenti sono stati ascoltati parecchi testi ed inoltre sarebbe stato acquisito un copioso materiale documentale. Insomma tutto sarebbe pronto per imprimere - come si sta facendo a Napoli per mano del procuratore capo Agostino Cordova - una clamorosa svolta alle inchieste sulle presunte truffe per le maxi bollette.

Il tribunale civile ha però optato per una scelta che potrebbe essere definita «a sorpresa»: ha infatti rigettato «le domande giudiziali così come proposte dalla Sip-Telecom e di conseguenza è «caduta (chiusa così la vertenza) anche la richiesta di Filippi di sospensione del processo civile in attesa degli sviluppi della inchiesta penale. «Inutili» pertanto pure gli interventi del Codacons e della Associazione Utenti Telefonici. L'ingegner Filippi non nasconde la sua soddisfazione per la decisione del tribunale e sottolinea come la «battaglia» sia ancora agli inizi. Ci sono infatti a Padova almeno venti utenti cui la Telecom ha disattivato le linee perché hanno aperto un contenzioso per bollette «gonfiate», un provvedimento attuato - dice Filippi - in violazione di una chiarissima norma del Ministero delle Poste e firmata dal direttore generale Antonio Tata.

Antonio Garzotto

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