Nel 1995, dopo che il Comitato Vittime della Sip-Telecom aveva
distribuito volantini per spiegare alla gente che le telefonate erotiche
addebitate sulle bollette erano "simulate con computer", Maurizio
Costanzo, dal palco del Parioli, insisteva benevolmente nella sua
trasmissione per convincere i telespettatori che "tutti fanno
telefonate erotiche". Ecco, probabilmente, i "veri motivi" della
"consulenza" affidatagli dalla STET, qui sotto descritta da un passo
tratto dal recente libro di Riccardo Bocca.
Viene riportato anche il paragrafo subito successivo del libro, che
parla dei rapporti di Maurizio Costanzo con Lorenzo Necci, prima
ancora che scoppiasse lo "scandalo delle Ferrovie dello Stato", anche
questa "azienda privatizzata". Questo dà ancora maggior credibilità a
quanto descritto da Bocca a proposito della STET.
Tutti vogliono il Telegiornalista più famoso d'Italia, e sono disposti a pagarlo uno sproposito. Anche Ernesto Pascale, amministratore delegato della Stet (la finanziaria pubblica delle telecomunicazioni), che nel 1995 ha arruolato Costanzo come consigliere nella società controllata Stream affidandogli fra l'altro il lancio di "Videomagic", il primo servizio di televisione interattiva sperimentale partito con mille utenti tra Roma e Milano. Un ingaggio coi fiocchi, se è vero che per l'insieme delle sue consulenze multimediali Costanzo ha ricevuto uno stipendio di 100 milioni al mese. E che ha potuto perfino nominare sul campo due suoi consulenti di complemento come Giovanni Minoli (capo della struttura "Format" di Rai 2) e l'amico- direttore di Canale 5 Giorgio Gori.
Ma c'è di più. Dai primi mesi del 1996, Costanzo si è messo a
lavorare in gran segreto a un nuovo straordinario megabusiness, e
l'occasione gliel'ha fornita un altro illustre boiardo di Stato: il
potente e discusso presidente delle Ferrovie Lorenzo Necci
(12). Su
mandato di Necci, il Telegiornalista lavora allo sviluppo di un
progetto tanto ambizioso quanto costoso: la creazione di telegiornali
da trasmettere in varie edizioni nelle stazioni più importanti d'Italia e
sul treno "Pendolino" che collega Roma e Milano. Il progetto è stato
appaltato dalle Ferrovie dello Stato alla Maurizio Costanzo
Comunicazione Più srl, una società costituita nel 1988 da Costanzo
(socio di maggioranza) e dal suo commercialista Luciano Fasoli, il
quale ricopre, come ai tempi della Editoriale Studio 80, la carica di
amministratore
(13). Per le riprese dei "Tg ferroviari", la società
Maurizio Costanzo Comunicazione Più ha contattato Teleroma 56,
emittente TV romana da sempre vicinissima al Partito radicale.
Proprio come lo era Costanzo nel 1976.
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(12) Nell'entourage di Necci si muovono il faccendiere piduista Luigi
Bisignani (coinvolto nello scandalo della maxitangente Enimont), e il
banchiere Francesco Pacini Battaglia della Karfinco (il forziere svizzero
dove confluivano le tangenti al Psi provenienti da società del gruppo Eni).
(13) La società è nata il 18 gennaio 1988 col nome di Maurizio Costanzo
Comunicazione srl (partecipata per 4 milioni 800 mila lire da Costanzo, e
per 1 milione 200 mila lire da Fasoli). Il 16 ottobre 1990 la denominazione
sociale è mutata in Mcc-Maurizio Costanzo Comunicazione più srl.
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