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LETTERE


Le Vittime Telecom
replicano all'Adoc

Lettera del Comitato, pubblicata il 23-09-95 sulla Gazzetta di Modena


GAZZETTA DI MODENA


LETTERE
AL DIRETTORE

Comitato Vittime della Sip-Telecom
Associazione per il controllo sull'operato della Società Concessionaria del Servizio Telefonico Pubblico
Via Crimea, 3 - 35141 PADOVA - Tel:(049)8715010 - Reg. 09-05-95, n.3786 - C.F.:92091700283. - c.c.p.n.15792351

Padova, 6 settembre 1995.

Egregio Sig. Direttore
In merito alla lettera di Pierre Orsoni, pubblicata sulla Gazzetta di Modena di martedì 5 settembre 1995, dal titolo "Maxibollette, l'Adoc difende la conciliazione", ritengo doverose alcune annotazioni.

Encomiabile che il Sig. Orsoni riconosca che nelle sale, negli uffici in cui ha luogo la conciliazione si consumino i "drammi" degli utenti. E' infatti una vera tragedia, per un utente, riconoscere come proprie delle telefonate che non ha mai fatto e pagare cifre esorbitanti, anche se a rate, pur di non sottostare alla ritorsione dell'interruzione della linea telefonica, o dover subire la persecuzione delle varie agenzie di recupero crediti, sguinzagliate dalla Telecom, di cui è ricca la Romagna.

Non mi è mai capitato di dovermi "sbracciare per ergermi a paladino ed esperto delle telecomunicazioni" (frase che puzza di Telecom, come il verbo "smentire"), anzi, a fatica, devo cercare di arginare la marea di utenti che si rivolge alla nostra associazione, poiché la materia prima, cioè le superbollette, non manca, e le forze sono quelle che sono, soprattutto quando si vuole lavorare seriamente. Per Sua "fortuna", il Sig. Orsoni riconosce (modestia a parte) di avere "le competenze giuridiche, le conoscenze tecniche e le capacità relazionali e di gestione per poter percepire errori, raggiri, truffe o quant'altro". Noi, nel nostro piccolo, senza ambire a tanto, preferiremmo giudicare in base ai tabulati della Telecom.

La nostra associazione, nata spontaneamente da un gruppo di utenti vittime di superbollette (più "democrazia di base" di così?), si regge solo sul volontariato e sui contributi delle stesse vittime associate, ma non gode di "sponsorizzazioni", tanto meno della stessa Telecom!

Non credo sia un merito da esibire, in un paese che si è sempre basato sul clientelismo e sulla fedeltà al "padrone" di turno, vantarsi di coprire alte cariche o di essere tra i "massimi dirigenti" (Craxi docet!). Così ragionando, forse l'umiltà un giorno potrà diventare un criterio per distinguere i migliori. D'altra parte, se il Sig. Orsoni preferisce battersi le mani da solo, per le sue dichiarate qualità, anziché aspettare l'applauso degli altri, penso che la gente abbia l'autonomia necessaria per giudicare da sola. Leggendo la sua lettera, mi vengono infatti alla mente le migliaia di "lettere circolari" che ho visto, in cui la Telecom vanta "la perfetta efficienza dei nostri impianti", senza mai fornire uno straccio di documento che lo confermi.

Ricordo che "il prezzo pagato" per la "riduzione del contenzioso" (ma solo sulla carta, per permettere alla Telecom di stilare percentuali ad hoc), è pagato solo dall'utente. Non sono pochi poi gli utenti che arrivano alla nostra associazione, dopo la delusione della conciliazione. Alcune associazioni di consumatori ci mandano addirittura i casi che loro non sono in grado di trattare!

Caro Sig. Orsoni, il contenzioso non si deve regolamentare, si deve risolvere!!

Se c'è qualcuno che sta aumentando il contenzioso nei tribunali civili è proprio la Telecom che, con notevoli capitali disponibili (rastrellati presso gli utenti maltrattati), gode a perseguitare con citazioni in sede civile quegli utenti che hanno osato "ribellarsi" ai suoi soprusi. Non credo vi sia mai stato un uso più distorto della "Giustizia": per molestare le persone oneste! Per quanto riguarda il nostro Comitato, riteniamo che si debba denunciare, in sede penale, chi commette reati come "abuso in atti d'ufficio", "interruzione di pubblico servizio", "concussione" (così la Procura di Napoli!) e non scendere a patti. Anche se il Faust ebbe in cambio fama e ricchezza da un patto col diavolo!

Riconosco! Devo darLe ragione quando afferma che quella di Telecom è un'esperienza nota nell'ambito Europeo, infatti il Procuratore Distrettuale di Colonia, Ursula Simon, ha provveduto a far arrestare 61 tecnici della Telekom tedesca (quella con la K), ed il suo presidente, Helmut Ricke, ha dovuto dare le dimissioni, poiché suo figlio, Kai-Uwe, era amministratore delegato di una delle tante società che hanno guadagnato milioni di marchi con le linee erotiche! Tutto questo perché "sparavano" con dei computer, nelle linee degli utenti, "finte telefonate erotiche"!
Quando anche i Magistrati Italiani si adegueranno a quelli "Europei"?

Forse, il motivo per cui in tanti altri servizi (acqua, gas, Enel) non si creano conciliazioni, è proprio perché abbiamo il contatore sotto casa, e possiamo andarcelo a controllare di persona, senza farcelo raccontare da qualche associazione di consumatori! Speriamo che queste associazioni si occupino di altro, anziché lavorare per procurare a sé ed alle Aziende Concessionarie simili "grandi opportunità".

Per quanto riguarda i 144 e gli 00 erotici, è sufficiente renderli attivabili solo a pagamento e su specifica richiesta dell'utente, ed imporre alla Telecom la documentazione totale del traffico in bolletta. Vedrà che così, cadendo tutta la serie di "finte telefonate" imposte all'utente, una grossa percentuale del traffico dichiarato scomparirà, facendo automaticamente scomparire anche la relativa pubblicità, che attualmente serve solo a giustificare la moltitudine di superbollette.

Nessuno vuole fare battaglie contro la telematica, ma contro i "pirati della telematica" sì. Pensiamo che la democrazia e i diritti degli utenti hanno molto più da soffrire dalle interruzioni delle linee telefoniche, che attua unilateralmente la Telecom agli utenti che chiedono chiarimenti, che dalla mancanza dei "servizi erotici".

Crediamo che la conciliazione sia uno dei tanti "aborti" di quella mentalità contorta e "furbesca", che ha inventato "obbrobri" come "l'accertamento presuntivo" ed il "concordato fiscale", proprio per evitare di fare gli "accertamenti veri", scoprendo così i veri evasori e la contabilità "in nero" che nasconde le tangenti.

Per quanto riguarda noi, senza bisogno di trincerarci dietro ad elucubrazioni barocco-decadenti, abbiamo già scoperto direi quasi tutto di questo "inghippo" (se così lo vogliamo chiamare), e abbiamo già consegnato tutte le prove alla Magistratura. Forse non avremo la ricchezza, ma in compenso avremo almeno provato a lasciare qualche cosa di meglio ai nostri figli!

Per il "Comitato Vittime della Sip-Telecom"
Il Presidente
Ing. Lorenzo Filippi

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