Padova, 1 settembre 1995.
Egregio Sig. Direttore
In merito alla replica della Telecom, sulla Gazzetta di Modena
di Venerdì 1 settembre 1995, è necessario precisare quanto segue.
1) la disponibilità della Telecom ad interloquire con gli utenti.
La Telecom usa il temine "interloquire", che implica un "dialogo"
con gli utenti. Ci si può rendere facilmente conto (provare per
credere!), che vengono accettate solo le richieste di nuovi
servizi a pagamento ma, quando l'utente protesta per le superbollette,
la Telecom fa di tutto per scoraggiarlo e l'unica risposta è "bisogna
pagare".
Le linee di accesso "gratuite" in realtà spesso servono solo
per "ascoltare musica" o le solite risposte degli operatori "ci dispiace
ma non possiamo farci nulla". La procedura prevede unicamente che
l'utente paghi, e basta! Altrimenti arriva lo stacco della linea.
Per rendermi meglio conto della "disponibilità della Telecom ad
interloquire con gli utenti", mi sono recato, proprio oggi, per circa
un'ora davanti alla Filiale Telecom di Modena, in Via Fusco, dove ho
potuto constatare la continua processione di utenti con bollette
milionarie, che, davanti ai cancelli chiusi, vengono ricacciati indietro
al citofono ed invitati a telefonare al 188.
Ma perché questa paura della
Telecom al contatto diretto con gli utenti? Se il rapporto con la
"clientela" diventa per la Telecom "più moderno, snello ed efficiente",
non altrettanto succede del rapporto dell'utente con la Telecom che
diventa più ostico, frustrante ed una continua perdita di tempo, atta
solo a scoraggiare la prosecuzione di qualsiasi protesta.
Perché la
Telecom non accetta anche gli altri suggerimenti dell'utenza, che sta
continuamente chiedendo la riapertura al pubblico degli uffici? Forse
la paura per il contatto "diretto" di qualche utente meno "diplomatico",
imbestialito per queste impossibili e, soprattutto, indiscutibili
superbollette? Quanto ai "chiarimenti" solo nominati dalla Telecom,
essi si limitano a "dichiarare" che tutto è regolare e che l'utente
deve pagare e basta!
2) l'entità del fenomeno dei reclami dell'utenza riguardanti il traffico.
Come al solito la Telecom spara percentuali (guarda caso, proprio tonde
tonde dello 0,1%) senza documentarle. Chissà se in queste percentuali
era compreso anche l'extra comunitario modenese sbigottito, con una
bolletta milionaria, che è stato ricacciato indietro al citofono questa
mattina? E al quale ho dovuto io dare assistenza, visto che anche al 188,
subito chiamato con un cellulare su invito del "Telecom Ignoto" che gli
ha risposto al citofono, non gli hanno dato soddisfazione?
Sibillina poi risulta la frase "Attenzione: non stiamo parlando di reclami
proposti dalla clientela a prescindere dalla loro infondatezza". Ma chi
giudica la fondatezza del reclamo? Naturalmente la stessa Telecom! A
quanto mi risulta, non ho visto casi in cui la Telecom riconoscesse la
fondatezza del reclamo!
3) "Illazioni" prive di fondamento.
I "fantomatici" terminali predisposti per scaricare chiamate ai 144 e
agli 00 e simili sono persino stati sequestrati dalla Procura di Firenze.
Comunque, sarebbe bene che la Telecom, ancora una volta, portasse qualche
prova o argomentazione alle proprie semplici "smentite". Le "illazioni"
di cui parla la Telecom sono in realtà accurate analisi sui tabulati e
sulle documentazioni in bolletta che hanno permesso, oltre che alla nostra
associazione, anche all'Ente Controllo Concessioni del Ministero delle
Poste e Telecomunicazioni, di confermare che queste impossibili sequenze
di brevi telefonate erotiche possono solo essere composte da un computer.
E questo la Telecom lo sa bene! Altrimenti, che razza di tecnici lavorano
alla Telecom?
4) La procedura di conciliazione ed arbitrato.
La conciliazione, secondo noi, più che la "punta avanzata di un fenomeno
che sta prendendo piede in Europa .... ecc.", è la "punta dell'Iceberg
del fenomeno" delle maxibollette, per la maggior parte ancora sommerso.
Nel resto d'Europa, e soprattutto nei paesi anglosassoni, comunque, esiste
ben altro rapporto tra la Società (o meglio le Società) che gestiscono il
Servizio Telefonico Pubblico e gli Utenti (con la U maiuscola).
Soprattutto esistono dei seri controlli esterni sulle Società
Concessionarie, non sono certo quest'ultime che si controllano da sole,
trovando, naturalmente, sempre infondati i reclami degli utenti.
Le "valutazioni sulla scorta delle prove documentabili disponibili"
restano comunque appannaggio esclusivo della Telecom, perché nessun altro
ha accesso a tali prove. E questo sarebbe un giudizio imparziale? La
"specificità dei singoli casi", poi, dall'esperienza della nostra
associazione, significa solamente che la bolletta viene abbuonata a
parlamentari, persone insigni (vedasi i vari Everardi dalle Noci) ecc.,
mentre per handicappati, pensionati, operai e utenti comuni è riservato
il pagamento totale delle superbollette o, al massimo, la rateizzazione.
Comunque, la Telecom stessa parla, per l'intera Regione Emilia Romagna,
di 50 domande di conciliazione, segno che questa procedura non è molto
gradita alle migliaia di utenti che protestano.
5) La documentazione del traffico.
Come è ben noto a chi ci ha provato, è impossibile trascrivere
correttamente e completamente i tabulati mostrati (non sempre) agli utenti,
soprattutto con qualcuno che ti "alita sul collo", trattandoti come uno
scocciatore. Gli utenti, pertanto, non trascrivono mai una serie di dati
tecnici che invece sarebbero significativi per un tecnico esperto e
permetterebbero così di rilevare importanti anomalie. Comunque, perché
tale documentazione deve essere nota alla Telecom e negata proprio
all'utente interessato, quando è lo stesso utente titolare che la richiede?
L'unica risposta plausibile è che le telefonate riportate in tale
documentazione non sono di competenza dell'utente intestatario, ma di altri,
e quindi non possono essere a lui note, ma nemmeno deve pagarle.
Non si capisce la necessità di sperimentare a Torino la documentazione
del traffico integrale, prodotta attualmente da anni in moltissimi altri
Paesi, tra cui paesi che utilizzano gli stessi macchinari (in gran parte
italiani) utilizzati dalla Telecom. Forse la Telecom vuole accumulare
sufficienti superincassi da queste superbollette, prima di far cessare
questa immissione abusiva di "finte telefonate erotiche"?
6) I mezzi di autotutela dell'utente.
Quando un utente, attraverso la lettura del proprio contatore con il
1717, scopre che gli scatti salgono vertiginosamente, nonostante non
faccia altre telefonate che la citata telelettura (1 scatto), cosa fa
la Telecom per bloccare tale fenomeno, quanto meno "strano"? Niente,
tranne che dirgli che deve pagare! E' poi assurdo che l'utente debba
pagare L.127 + IVA per leggere il proprio contatore! Ma non era solo
una comodità della Telecom che il contatore fosse in centrale? E perché
deve pagarla l'utente? Suggeriamo che, d'ora in poi, anche l'Enel,
l'acquedotto e l'azienda del gas si facciano pagare ogni volta che
l'utente scende sotto casa per controllare il proprio contatore!
Per quanto riguarda la documentazione del traffico, il Regolamento di
Servizio prescrive che, dopo il 1 gennaio 1990 la Società Concessionaria
non può porre più alcuna limitazione, né di natura tecnica, né di natura
contrattuale, alla documentazione del traffico che l'utente può
richiedere. Ma non parla di documentazione del solo traffico teleselettivo.
E' quindi ovvio che si tratta di documentazione TOTALE!
L'autodisabilitazione con codice è prevista da una legge del 1990 per
le telefonate interurbane. Quindi non è attinente ai "servizi erotici
e non" 144 e 00 istituiti in seguito dalla SIP, che, in ogni caso, sono
illegali, perché non autorizzati dal Ministero, come previsto dalla
Concessione. Pertanto non debbono essere disattivati su richiesta
dell'utente, ma neppure dovrebbero mai essere stati attivati, perché
mai contrattualmente previsti. Tale servizio di disabilitazione resta
comunque una "burla", poiché la nostra associazione ha ampiamente provato
e documentato che tali "finte telefonate erotiche" vengono ugualmente
introdotte con linea disabilitata, e quindi vengono inserite a monte della
disabilitazione stessa.
7) I casi "emblematici".
I casi di utenti "in mala fede" sono stati quasi sempre individuati e
subito rifiutati dalla nostra associazione. Sarebbe poi utile che la
Telecom, invece che fare una martellante pubblicità sull'uso
indiscriminato del telefono, dettasse, tipo Pubblicità Progresso, le
citate "norme elementari di buon senso nell'utilizzo del telefono".
Non osiamo poi calcolare la percentuale delle "decine di lettere con
cui la clientela ringrazia la Telecom", per non perderci negli zeri
dopo la virgola, prima di raggiungere cifre significative. Sarebbe
comunque interessante che la Telecom esibisse pubblicamente queste
lettere (non sono poi sacchi).
Infine, una nota personale del sottoscritto, che probabilmente deve
ancora iniziare "l'inevitabile processo di adattamento culturale"
al fatto che gli sia stato tagliato il telefono da 1 anno e tre mesi,
senza alcuna plausibile giustificazione, solo perché aveva chiesto
gli fosse documentato il traffico registrato sulla propria linea, e
che, prima la Sip e poi la Telecom, non abbiano ancora risposto alle
37 raccomandate finora inviate! Se questo si chiama
interloquire..... Perché la Telecom si rifiuta di risolvere i casi
"emblematici", che sono ormai la quasi totalità delle proteste?
Comitato Vittime della Sip-Telecom
Il Presidente - Ing. Lorenzo Filippi
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