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LETTERE


Telecom, replica
del Comitato Vittime

Lettera del Comitato, pubblicata il 11-09-95 sulla Gazzetta di Modena


GAZZETTA DI MODENA


LETTERE
AL DIRETTORE

Comitato Vittime della Sip-Telecom
Associazione per il controllo sull'operato della Società Concessionaria del Servizio Telefonico Pubblico
Via Crimea, 3 - 35141 PADOVA - Tel:(049)8715010 - Reg. 09-05-95, n.3786 - C.F.:92091700283. - c.c.p.n.15792351

Padova, 1 settembre 1995.

Egregio Sig. Direttore
In merito alla replica della Telecom, sulla Gazzetta di Modena di Venerdì 1 settembre 1995, è necessario precisare quanto segue.

1) la disponibilità della Telecom ad interloquire con gli utenti.
La Telecom usa il temine "interloquire", che implica un "dialogo" con gli utenti. Ci si può rendere facilmente conto (provare per credere!), che vengono accettate solo le richieste di nuovi servizi a pagamento ma, quando l'utente protesta per le superbollette, la Telecom fa di tutto per scoraggiarlo e l'unica risposta è "bisogna pagare".
Le linee di accesso "gratuite" in realtà spesso servono solo per "ascoltare musica" o le solite risposte degli operatori "ci dispiace ma non possiamo farci nulla". La procedura prevede unicamente che l'utente paghi, e basta! Altrimenti arriva lo stacco della linea. Per rendermi meglio conto della "disponibilità della Telecom ad interloquire con gli utenti", mi sono recato, proprio oggi, per circa un'ora davanti alla Filiale Telecom di Modena, in Via Fusco, dove ho potuto constatare la continua processione di utenti con bollette milionarie, che, davanti ai cancelli chiusi, vengono ricacciati indietro al citofono ed invitati a telefonare al 188.
Ma perché questa paura della Telecom al contatto diretto con gli utenti? Se il rapporto con la "clientela" diventa per la Telecom "più moderno, snello ed efficiente", non altrettanto succede del rapporto dell'utente con la Telecom che diventa più ostico, frustrante ed una continua perdita di tempo, atta solo a scoraggiare la prosecuzione di qualsiasi protesta.
Perché la Telecom non accetta anche gli altri suggerimenti dell'utenza, che sta continuamente chiedendo la riapertura al pubblico degli uffici? Forse la paura per il contatto "diretto" di qualche utente meno "diplomatico", imbestialito per queste impossibili e, soprattutto, indiscutibili superbollette? Quanto ai "chiarimenti" solo nominati dalla Telecom, essi si limitano a "dichiarare" che tutto è regolare e che l'utente deve pagare e basta!

2) l'entità del fenomeno dei reclami dell'utenza riguardanti il traffico.
Come al solito la Telecom spara percentuali (guarda caso, proprio tonde tonde dello 0,1%) senza documentarle. Chissà se in queste percentuali era compreso anche l'extra comunitario modenese sbigottito, con una bolletta milionaria, che è stato ricacciato indietro al citofono questa mattina? E al quale ho dovuto io dare assistenza, visto che anche al 188, subito chiamato con un cellulare su invito del "Telecom Ignoto" che gli ha risposto al citofono, non gli hanno dato soddisfazione?
Sibillina poi risulta la frase "Attenzione: non stiamo parlando di reclami proposti dalla clientela a prescindere dalla loro infondatezza". Ma chi giudica la fondatezza del reclamo? Naturalmente la stessa Telecom! A quanto mi risulta, non ho visto casi in cui la Telecom riconoscesse la fondatezza del reclamo!

3) "Illazioni" prive di fondamento.
I "fantomatici" terminali predisposti per scaricare chiamate ai 144 e agli 00 e simili sono persino stati sequestrati dalla Procura di Firenze. Comunque, sarebbe bene che la Telecom, ancora una volta, portasse qualche prova o argomentazione alle proprie semplici "smentite". Le "illazioni" di cui parla la Telecom sono in realtà accurate analisi sui tabulati e sulle documentazioni in bolletta che hanno permesso, oltre che alla nostra associazione, anche all'Ente Controllo Concessioni del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, di confermare che queste impossibili sequenze di brevi telefonate erotiche possono solo essere composte da un computer. E questo la Telecom lo sa bene! Altrimenti, che razza di tecnici lavorano alla Telecom?

4) La procedura di conciliazione ed arbitrato.
La conciliazione, secondo noi, più che la "punta avanzata di un fenomeno che sta prendendo piede in Europa .... ecc.", è la "punta dell'Iceberg del fenomeno" delle maxibollette, per la maggior parte ancora sommerso. Nel resto d'Europa, e soprattutto nei paesi anglosassoni, comunque, esiste ben altro rapporto tra la Società (o meglio le Società) che gestiscono il Servizio Telefonico Pubblico e gli Utenti (con la U maiuscola). Soprattutto esistono dei seri controlli esterni sulle Società Concessionarie, non sono certo quest'ultime che si controllano da sole, trovando, naturalmente, sempre infondati i reclami degli utenti. Le "valutazioni sulla scorta delle prove documentabili disponibili" restano comunque appannaggio esclusivo della Telecom, perché nessun altro ha accesso a tali prove. E questo sarebbe un giudizio imparziale? La "specificità dei singoli casi", poi, dall'esperienza della nostra associazione, significa solamente che la bolletta viene abbuonata a parlamentari, persone insigni (vedasi i vari Everardi dalle Noci) ecc., mentre per handicappati, pensionati, operai e utenti comuni è riservato il pagamento totale delle superbollette o, al massimo, la rateizzazione. Comunque, la Telecom stessa parla, per l'intera Regione Emilia Romagna, di 50 domande di conciliazione, segno che questa procedura non è molto gradita alle migliaia di utenti che protestano.

5) La documentazione del traffico.
Come è ben noto a chi ci ha provato, è impossibile trascrivere correttamente e completamente i tabulati mostrati (non sempre) agli utenti, soprattutto con qualcuno che ti "alita sul collo", trattandoti come uno scocciatore. Gli utenti, pertanto, non trascrivono mai una serie di dati tecnici che invece sarebbero significativi per un tecnico esperto e permetterebbero così di rilevare importanti anomalie. Comunque, perché tale documentazione deve essere nota alla Telecom e negata proprio all'utente interessato, quando è lo stesso utente titolare che la richiede? L'unica risposta plausibile è che le telefonate riportate in tale documentazione non sono di competenza dell'utente intestatario, ma di altri, e quindi non possono essere a lui note, ma nemmeno deve pagarle.
Non si capisce la necessità di sperimentare a Torino la documentazione del traffico integrale, prodotta attualmente da anni in moltissimi altri Paesi, tra cui paesi che utilizzano gli stessi macchinari (in gran parte italiani) utilizzati dalla Telecom. Forse la Telecom vuole accumulare sufficienti superincassi da queste superbollette, prima di far cessare questa immissione abusiva di "finte telefonate erotiche"?

6) I mezzi di autotutela dell'utente.
Quando un utente, attraverso la lettura del proprio contatore con il 1717, scopre che gli scatti salgono vertiginosamente, nonostante non faccia altre telefonate che la citata telelettura (1 scatto), cosa fa la Telecom per bloccare tale fenomeno, quanto meno "strano"? Niente, tranne che dirgli che deve pagare! E' poi assurdo che l'utente debba pagare L.127 + IVA per leggere il proprio contatore! Ma non era solo una comodità della Telecom che il contatore fosse in centrale? E perché deve pagarla l'utente? Suggeriamo che, d'ora in poi, anche l'Enel, l'acquedotto e l'azienda del gas si facciano pagare ogni volta che l'utente scende sotto casa per controllare il proprio contatore!
Per quanto riguarda la documentazione del traffico, il Regolamento di Servizio prescrive che, dopo il 1 gennaio 1990 la Società Concessionaria non può porre più alcuna limitazione, né di natura tecnica, né di natura contrattuale, alla documentazione del traffico che l'utente può richiedere. Ma non parla di documentazione del solo traffico teleselettivo. E' quindi ovvio che si tratta di documentazione TOTALE! L'autodisabilitazione con codice è prevista da una legge del 1990 per le telefonate interurbane. Quindi non è attinente ai "servizi erotici e non" 144 e 00 istituiti in seguito dalla SIP, che, in ogni caso, sono illegali, perché non autorizzati dal Ministero, come previsto dalla Concessione. Pertanto non debbono essere disattivati su richiesta dell'utente, ma neppure dovrebbero mai essere stati attivati, perché mai contrattualmente previsti. Tale servizio di disabilitazione resta comunque una "burla", poiché la nostra associazione ha ampiamente provato e documentato che tali "finte telefonate erotiche" vengono ugualmente introdotte con linea disabilitata, e quindi vengono inserite a monte della disabilitazione stessa.

7) I casi "emblematici". I casi di utenti "in mala fede" sono stati quasi sempre individuati e subito rifiutati dalla nostra associazione. Sarebbe poi utile che la Telecom, invece che fare una martellante pubblicità sull'uso indiscriminato del telefono, dettasse, tipo Pubblicità Progresso, le citate "norme elementari di buon senso nell'utilizzo del telefono". Non osiamo poi calcolare la percentuale delle "decine di lettere con cui la clientela ringrazia la Telecom", per non perderci negli zeri dopo la virgola, prima di raggiungere cifre significative. Sarebbe comunque interessante che la Telecom esibisse pubblicamente queste lettere (non sono poi sacchi).
Infine, una nota personale del sottoscritto, che probabilmente deve ancora iniziare "l'inevitabile processo di adattamento culturale" al fatto che gli sia stato tagliato il telefono da 1 anno e tre mesi, senza alcuna plausibile giustificazione, solo perché aveva chiesto gli fosse documentato il traffico registrato sulla propria linea, e che, prima la Sip e poi la Telecom, non abbiano ancora risposto alle 37 raccomandate finora inviate! Se questo si chiama interloquire..... Perché la Telecom si rifiuta di risolvere i casi "emblematici", che sono ormai la quasi totalità delle proteste?

Comitato Vittime della Sip-Telecom
Il Presidente - Ing. Lorenzo Filippi

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