Al Direttore
di "FAMIGLIA CRISTIANA"
Via Giotto, 36
20145 MILANO
Padova, 26 aprile 1995.
Oggetto: articolo a pag. 32-33 del n 10 di Famiglia Cristiana - 8 marzo 1995 - "L'ingiustizia corre sul filo?", di Silvano Guidi.
In riferimento all'articolo in oggetto, confermo il titolo "L'ingiustizia corre sul filo". Sì, è vero! Ma il responsabile dell'ingiustizia, nei confronti di migliaia di utenti italiani, è proprio l'Ing. Vito Gamberale, direttore generale della SIP-TELECOM Italia.
Proprio perché ho denunciato alla Procura di Padova i numerosi reati di cui è responsabile la Società che presiede, perché ho aiutato le Procure di Firenze e di Napoli ad indagare sui misfatti della SIP- TELECOM, perché ho dato una mano a centinaia di poveracci incapaci di reagire a tanta arroganza (pensionati, handicappati, lavoratori, stranieri, ecc.), raggirati dalla Società telefonica, molti costretti a accendere mutui per pagare assurde superbollette telefoniche, egli ha dato ordine di togliermi il telefono (ne sono senza dal 10 giugno 1995), solo per ritorsione nei miei confronti.
Naturalmente io non ho "personalità di spicco del mondo economico, scientifico, imprenditoriale e sindacale" che abbiano inoltrato "un appello" a mio favore e neppure mai interverrebbe il Presidente Scalfaro, per riparare i numerosi soprusi che ho subito e devo subire. Anzi, i numerosi esposti al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, e le varie interrogazioni parlamentari sono finora rimasti senza risposta.
Tra i tanti reati denunciati vi sono: truffa, sfruttamento della prostituzione e corruzione di minorenni, attraverso i famigerati 144 e 00 "finti internazionali" (abbiamo potuto provare che queste telefonate, quando esistono, vengono direttamente deviate in Italia, per mezzo dei computer della Telecom: oltre quindi a far pagare a 4.011 L/minuto + IVA telefonate che costano spesso 127L + IVA per 5 minuti, attraverso di esse alcuni possono prendere appuntamento e incontrarsi direttamente con queste "signorine", per aggirare la mancanza di "case chiuse" in Italia, proibite dalla legge). Le Procure avanzano anche queste ipotesi di reato: associazione per delinquere, abuso in atti d'ufficio (per lo stacco della linea telefonica), concussione (perché, con la minaccia dello stacco, vengono pretese dall'utente cifre non dovute).
Cosa ancor più interessante (e ne abbiamo numerosissime prove che possiamo produrre e abbiamo già prodotto alla Magistratura), queste telefonate "erotiche", per la maggior parte, non esistono e sono invece simulate da computer, che le "sparano" nei contatori di inermi utenti, le cui proteste a nulla valgono, di fronte all'arroganza dei funzionari della SIP-TELECOM, la quale utilizza la sospensione della linea e la risoluzione unilaterale del contratto unicamente come mezzo di "ricatto". La dilagante pubblicità sui giornali e le televisioni private non è altro che una giustificazione, o copertura, per le numerosissime "finte telefonate erotiche" abusivamente addebitate dalla Concessionaria monopolistica del servizio telefonico.
Nessuno ha mai accettato, né tanto meno firmato un contratto per avere questi "servizi" nella propria linea telefonica, e la cosiddetta "disabilitazione" con chiave numerica a pagamento è una presa in giro, perché la Telecom continua lo stesso a sparare queste finte telefonate sul nostro contatore, salvo poi insinuare che è stato l'utente a riattivare questi "servizi" per fare le telefonate. E pensare che basterebbe rovesciare le cose, cioè, come avviene ad esempio per il Videotel, fornire la chiave numerica a pagamento, a chi la richiede, per attivare e non per disattivare questi numeri. Ma la SIP-TELECOM non lo vuole fare, perché perderebbe troppi soldi. Anche questa Società è monoteista, solo che l'unico dio (lo scrivo minuscolo apposta) adorato è il "dio denaro".
Ricordo inoltre che, non paghi dei notevoli danni che mi hanno provocato, mi hanno inviato una citazione in sede civile (ovviamente non in sede penale, per evitare che il Giudice entrasse nel merito dei reati contestati e quindi andasse a verificare la fondatezza delle accuse, o unificasse il procedimento con quelli già in corso contro la SIP-Telecom) dove pretendono cifre per me impossibili, come risarcimento dei danni provocati alla loro "immagine", quasi che per le maxibollette ed i maltrattamenti agli utenti fossi io responsabile!!
Di tutto questo, soprattutto delle migliaia di utenti col telefono abusivamente staccato da molto tempo, senza possibilità di difesa nei confronti delle inappellabili sentenze della Società telefonica, è "tassativamente proibito" parlare in Italia, poiché la Telecom paga stampa e televisioni (pubbliche e private), con centinaia di milioni di pubblicità, affinché, come le "brave" collaboratrici domestiche, nascondano la "spazzatura" sotto il tappeto. Altrimenti, se si venisse a sapere pubblicamente, sarebbe finita la "cuccagna"!
Questo è il "povero, perseguitato" Ing. Vito Gamberale, assieme allo stuolo dei suoi superpagati funzionari, che fanno carriera nella Società telefonica, solo se possiedono una dose adeguata di "pelo sullo stomaco"!!!
Sarebbe invece giusto che il Vs. periodico iniziasse una campagna di stampa, per portare a conoscenza di questi fatti numerosissimi ignari utenti "perseguitati" ed aiutarli ad ottenere finalmente giustizia.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e per mostrarVi le prove in mio possesso (cosa che invece la Telecom non fa mai!).
Cordiali saluti.
Comitato Vittime della SIP-TELECOM
Ing. Lorenzo Filippi
Via Crimea, 3
35141 PADOVA
Tel:049/8715010.
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