LAURO, TONIOLLI. - Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Premesso:
che è noto a tutti gli italiani che spesso, troppo spesso, l'utenza della Telecom Italia si lamenta e protesta per bollette telefoniche che pretendono importi superiori alla supposta effettiva utilizzazione del mezzo telefonico;
che nel mese di marzo 1995 è stata avviata un'inchiesta dal Ministro pro tempore, che ha confermato il coinvolgimento diretto prima della SIP e poi della Telecom Italia nello scandalo delle "maxi-bollette";
che trattasi, pertanto, non di fantasiose istanze da parte dell'utente ma purtroppo di "errori" di conteggio e quindi di addebito da parte dell'ente erogatore del servizio telefonico pubblico;
che ai tecnici del Ministero competente in merito risulterebbe essere stato, da qualche tempo, impedito di esaminare le ragioni delle numerose lettere di protesta che pervengono ogni giorno allo stesso Ministero, così da lasciare senza risposta i mittenti, ma escludendo anche una ulteriore indagine al fine di verificare se i dispositivi che contabilizzano gli scatti effettuati dai telefoni dell'utenza risultino difettosi e quindi passibili di imposizioni esorbitanti l'effettiva utilizzazione del telefono da parte dell'utenza,
gli interroganti chiedono di sapere:
quali misure abbia preso il Ministro in indirizzo o quali misure eventualmente intenda adottare, per evitare richieste di pagamento da parte del gestore pubblico esorbitanti per l'effettiva utilizzazione da parte dell'intestatario dell'utenza;
quali iniziative intenda adottare visto che si osserva che i reclami non risultano isolati e quindi passibili di sospetto di infondatezza, ma proprio per la rilevante entità numerica, diffusa in tutto il territorio nazionale, appare del tutto plausibile il sospetto che il difetto "sta nel manico", e cioè nei sistemi e di contabilizzazione e nella incapacità di verificare ed eventualmente contrastare utilizzazioni di una linea telefonica da persona libera da quella alla quale la stessa linea risulta intestata;
quali siano le obiettive motivazioni che hanno indotto il Ministero ad ignorare le iniziative promosse dal "Comitato vittime della SIP- Telecom" in difesa dell'utente, in quanto una semplice e chiara trasparenza ed evidenza potrebbe smentire il fondamento di quella stessa iniziativa;
quando la Telecom Italia regolamenterà l'intera questione, dati
anche i dispacci ANSA più volte diramati e manifestanti questa
volontà.
* Comitato Vittime della Sip-Telecom *
info@sipvittime.org
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