RUSSO SPENA. - Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. -
Premesso:
Che il Ministero delle poste, per sopperire al gravissimo disagio causato ai cittadini utenti telefonici a causa dell'introduzione del numero 144 che consentiva anche l'accesso a linee erotiche, emise il decreto n.385 del 18 settembre 1995;
che la stessa Telecom, in un comunicato pubblicato dal quotidiano "Il Sole 24 ore" di martedì 21 novembre 1995, ebbe a dichiarare che il decreto era stato emesso "per un uso corretto di tali servizi";
che numerosi utenti, successivamente all'entrata in vigore del decreto, si sono visti arrivare bollette dell'importo di vari milioni per telefonate fatte al 144 prima della data di emissione del decreto;
che la Telecom sta interpretando burocraticamente la norma e motiva l'ingiunzione di pagamento col fatto che il decreto nulla dice per la parte pregressa, ignorando proprio i disagi, le proteste e le preoccupazioni dei cittadini, oltre che le numerose iniziative parlamentari, hanno portato all'emissione del decreto correttivo,
si chiede di sapere:
se non si ritenga urgente intervenire perché i cittadini non siano vessati dalla Telecom per fatti riferiti ad un periodo precedente il decreto n. 385, emesso per sanare gravi situazioni dovute all'uso scorretto del servizio;
se non si valuti opportuno che gli oneri degli utenti per telefonate al 144 effettuate in date anteriori all'emissione del decreto siano dichiarati estinti perché basati su un presupposto ormai superato dal legislatore e dalla società.