SERENA. - Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. -
Premesso:
che con frequenza sempre maggiore utenti della Telecom Italia spa riceverebbero bollette telefoniche il cui importo supermilionario sembrerebbe del tutto ingiustificato;
che i funzionari della Telecom Italia sovente non accoglierebbero le istanze loro presentate dagli utenti per sapere, dalla lettura dei tabulati dove figurano i numeri chiamati e la durata della comunicazione, il motivo per cui sia stato loro addebitato un numero di scatti di gran lunga maggiore rispetto a quello rispondente alle telefonate da loro effettivamente eseguite;
che tale inspiegabile comportamento tenuto dai funzionari della Telecom Italia non ha alcuna ragione d'essere,
l'interrogante chiede di sapere se al Ministro in indirizzo risulti:
se dai controlli eseguiti sia legittimo sostenere la liceita' del credito vantato dalla Telecom Italia nei riguardi dei titolari delle predette utenze telefoniche;
se in base alle verifiche eseguite dalla Telecom Italia, da cui non siano emerse anomalie tecniche tali da evidenziare errori di tassazione e manomissione degli impianti o inclusioni abusive, si possano escludere responsabilità della stessa Telecom Italia, o di suoi dipendenti, nella esecuzione di telefonate, mai eseguite dagli utenti, ma i cui scatti sono ugualmente loro addebitati in modo arbitrario ed assolutamente inspiegabile;
se sia legittima la sospensione del servizio telefonico ai danni degli utenti che, prima di pagare le bollette inspiegabilmente salate che vengono loro recapitate, ritengono doveroso, a tutela dei propri fondamentali diritti, attendere l'esito dei controlli e delle verifiche relative.
(4-01687)
Il Ministro delle Comunicazioni
GM/103328/401/4-1687/INT/BP
Roma, 8 SET. 1997
- Al sen. Antonio Serena
senatore della Repubblica
e, per conoscenza:
- SENATO DELLA REPUBBLICA
Segretariato generale
- PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
DEI MINISTRI - D.R.P.
Ufficio interrogazioni
- ON.LI SOTTOSEGRETARI DI
STATO AL MINISTERO DELLE
COMUNICAZIONI
MINISTERO DELLE
COMUNICAZIONI
- Segretario generale
- Direzione generale per le
concessioni e le autorizzazioni
- SCHEDARIO ELETTRONICO
Camera deputati
ROMA
Nella seduta del Senato della Repubblica del 18 settembre 1996 è
stata annunciata l'interrogazione allegata (4-1687), presentata dalla
S.V. on.le con richiesta di risposta scritta.
Al riguardo, si fa presente che la concessionaria Telecom - interessata in merito a quanto rappresentato dalla S.V. nell'atto parlamentare in esame - ha decisamente smentito di avere mai negato agli utenti, che ne avevano avanzato richiesta, di prendere visione dei numeri chiamati, nonche' della durata delle conversazioni in presenza di reclami per traffico elevato.
La medesima Telecom ha altresì comunicato che, al fine di evitare e di prevenire il fenomeno delle frodi ai danni degli utenti della rete fissa, ha provveduto, da tempo, ad instaurare una procedura di controllo (sebbene in via sperimentale) riguardante i collegamenti della utenza residenziale attestati su centrali di nuova tecnologia (circa il 75% del totale), la quale consente alle strutture territoriali di rilevare volumi anomali di traffico rispetto a parametri definiti in base alla serie storica dei consumi di ciascun utente.
In particolare, premesso che tale procedura è stata concepita in modo da salvaguardare comunque il diritto alla privacy dell'utente telefonico, a fronte di un volume di traffico eccessivo i competenti uffici territoriali della Telecom convocano tempestivamente presso la propria sede, mediante telegramma, il titolare dell'utenza per effettuare, in sua presenza, ogni opportuno accertamento.
Tale sistema di monitoraggio, ha proseguito la Telecom, e' apparso gradito agli utenti che, peraltro, possono, mediante richiesta scritta indirizzata alla filiale Telecom territorialmente competente, usufruire gratuitamente del servizio di documentazione del traffico, ove la tecnica delle centrali lo consenta, attraverso un sistema che assicura il rispetto del diritto alla riservatezza.
Cio' premesso, la ripetuta Telecom ha significato che nei casi di riscontrata manomissione degli impianti (armadi stradali, centraline ecc.), i propri organi provvedono all'immediata denuncia di frode contro i guasti, contestualmente avvisano il cliente che potra' attivare i mezzi di tutela ritenuti idonei e, infine, procedono alla decurtazione dell'importo del traffico nella misura concordata con l'utente interessato.
In caso di reclamo da parte del cliente, il quale dichiari di ignorare la causa dell'aumento dei consumi della propria linea telefonica, vengono effettuate le verifiche tecniche ed amministrative ritenute necessarie al fine di individuare guasti o errori di fatturazione.
Qualora non sia stata riscontrata alcuna anomalia, si procede a confermare il corretto funzionamento dell'impianto telefonico e l'esattezza dei volumi di traffico rilevati.
Per quanto concerne la possibilità, per il cliente, di contestare l'importo della bolletta, si fa presente che l'utente, al momento della presentazione del reclamo, puo' scegliere di pagare l'intero importo della bolletta oppure esclusivamente gli addebiti che non contesta; tra l'altro, il cliente - come noto - puo' avvalersi delle procedure di conciliazione (gratuitamente) e di arbitrato (a costi predeterminati e comunque contenuti), che Telecom Italia e le piu' rappresentative associazioni dei consumatori hanno attivato dal 1994.
Si fa presente, infine, che, durante lo svolgimento della procedura di conciliazione, è precluso alla società il ricorso ai provvedimenti previsti dagli artt. 35 e 36 del regolamento di servizio, approvato con decreto ministeriale 8 maggio 1997, n. 197, e cioè la sospensione del servizio e la risoluzione del contratto.
IL MINISTRO
A. Maccanico
* Comitato Vittime della Sip-Telecom *
info@sipvittime.org
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