PAMPO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro e delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che:
la legge 29 gennaio 1992, n.58 recante "disposizioni per la riforma del settore delle telecomunicazioni" ha sancito la soppressione dell'Azienda di Stato per i Servizi telefonici (ASST);
in attuazione della suddetta legge, sono stati trasferiti, in concessione esclusiva, alla società IRITEL, interamente posseduta dal gruppo IRI, i servizi, gli introiti, gli impianti, i beni mobili ed immobili sedi di impianti, di magazzini e di officine, compresi quelli in corso di realizzazione e quelli per i quali erano stati emessi gli ordini di acquisto da parte dell'ex ASST e che lo Stato dovrà finire di pagare con vantaggio esclusivo della società IRITEL, (non più controllata dal Tesoro né dalla Corte dei conti), nonché 21 stazioni radiocostiere dell'Amministrazione P.T. con relativi mobili ed impianti, che svolgevano il servizio radio- marittimo da e per tutto il mondo, ovvero oltre al servizio di corrispondenza radiotelefonica e radiotelegrafica, anche il servizio di sicurezza della navigazione e salvaguardia della vita umana in mare;
la commissione denominata Ancora, istituita ai sensi dell'articolo 3 della citata legge n. 58, incaricata di valutare l'entità dei beni e rapporti trasferiti, anche in considerazione delle valutazioni attribuite ad essi da due società di certificazione, previste dalla stessa legge, ha stimato gli stessi per un valore pari a 4.500 miliardi;
l'ASST fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1925, era un'azienda attiva ed annualmente al Tesoro, versava centinaia di miliardi di utili, anche grazie ai cospicui investimenti che negli ultimi anni di attività ammontavano a circa 2.000 miliardi annui;
la suddetta azienda era dotata di 900 mila circuiti (con grado di digitalizzazione dell'80 per cento), di 390 mila km di fibre ottiche impegnate e che le sole comunicazioni internazionali (Europa e bacino mediterraneo) erano dell'ordine di 700 milioni annue;
la medesima possedeva edifici sedi di impianti ed uffici per 694.626 mq. coperti e 713.121 mq scoperti, per lo più ubicati nei centri storici delle più grandi città italiane: a Milano in piazza degli Affari, a Roma in via delle Vergini e via delle Muratte a un passo dalla Fontana di Trevi e così via;
la valutazione finale dei beni trasferiti all'IRITEL, avrebbe dovuto tener conto non solo del danno emergente dall'alienazione di un così cospicuo patrimonio dello Stato, ma anche del lucro cessante, centinaia di miliardi di utili trasferiti annualmente al Tesoro;
benché l'IRITEL sia una società a totale partecipazione IRI, con la sua incorporazione in TELECOM e con la paventata privatizzazione della STET, finanziaria del settore, una non corretta valutazione dei beni trasferiti per effetto della menzionata legge n. 58 possa tradursi in un danno per lo Stato -:
se non sia doveroso un riesame di tutti gli aspetti della legge di riforma;
se con il pretesto di una reale esigenza di riforma del settore, si sia operato al fine di regalare alla TELECOM l'ex ASST, da sempre appetita;
quali siano i particolari meriti del dottor Musso Calogero, massimo esponente, all'epoca della soppressione dell'ASST, del SILTS-CISL (sindacato che operava in posizione pressoché egemone) e transitato in pochi anni dalla qualifica di impiegato a quella di dirigente di secondo livello in TELECOM.