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INTERROGAZIONI PARLAMENTARI (004)


CAMERA DEI DEPUTATI
X LEGISLATURA
ATTI PARLAMENTARI - ALLEGATO B AI RESOCONTI
Seduta del 2 marzo 1995
ON. ANGELA BELLEI TRENTI - ON. UGO BOGHETTA
(Rifondazione Comunista)


BELLEI TRENTI e BOGHETTA. - Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che:

sono ormai migliaia nel nostro paese gli utenti che continuano a ricevere bollette telefoniche stratosferiche e che non riescono ad ottenere da Telecom documentate ed esaurienti spiegazioni; in caso di contestazioni delle bollette, la Società si limita nella gran parte dei casi, ad inviare all'utente una lettera circolare in cui burocraticamente si spiega che sarebbero stati effettuati i dovuti controlli sul contatore e che, essendo tutto in regola, l'utente deve pagare, pena la sospensione del servizio telefonico;

un certo numero di utenti si sono visti arrivare bollette dall'importo di varie decine di milioni, fino ad arrivare a 120/130 milioni;

anche in questi casi Telecom non ha provveduto a fornire i tabulati per dimostrare la veridicità della bolletta e degli scatti effettuati;

si è ritenuto in questi casi di addebitare l'enorme ammontare della bolletta all'uso ed abuso dei numeri telefonici erotici, i 144, o a telefonate internazionali;

là dove in qualche modo le verifiche sono state possibili sono emersi fatti e circostanze assai inquietanti che, se confermati, metterebbero in dubbio la buonafede di Telecom e si sarebbe di fronte ad una truffa di vaste proporzioni e a vere associazioni per delinquere; infatti si è riscontrato che le telefonate sarebbero state fatte quando nessuno era nell'abitazione, ma ancor più grave gli scatti sarebbero stati addebitati per telefonate mai fatte perché i numeri intercontinentali risulterebbero inesistenti ed in altri casi gli scatti sarebbero avvenuti addirittura dopo la disattivazione del telefono medesimo;

queste "stranezze" sembrano avvalorate da un'attenta e capillare inchiesta giornalistica e dall'attività del Comitato "Vittime della SIP", inchiesta che è a disposizione per un eventuale ed approfondito esame;

lo stesso Controllo Concessioni del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni in una lettera del 7 febbraio 1995 afferma che "non è escludibile l'ipotesi di un furto di traffico";

va precisato che quanto descritto non si riferisce ai cellulari o a telefonini senza fili, ma ai normali telefoni con filo;

nonostante il protrarsi di questa situazione sembra che Telecom a fatica rilasci all'utente copia dei tabulati relativi ai bimestri contestati, in violazione della legge 241 del 1990 e in opposizione a quanto indicato dallo stesso Ministero in data 7 febbraio 1995 prot. n. 6803;

pur essendo Telecom non solo un monopolio, ma avendo anche l'esclusivo controllo dei contatori, ed essendo numeri quali i 144 servizi non previsti dal contratto sottoscritto dall'utente e quindi funzionando l'azienda stessa come fornitrice di un servizio per conto terzi, senza dare spiegazioni esaurienti e di merito provvede a staccare i telefoni agli utenti che contestano l'esosità e la veridicità delle bollette in questione;

appare strano che fino al 1993 era pubblicato nell'avantielenco il servizio di TELEPRINT, dispositivo atto alla rilevazione del traffico uscente ed alla stampa dettagliata della documentazione e successivamente Telecom abbia ritirato tale apparecchio dal commercio in violazione dell'articolo 12 del regolamento;

in questo modo non solo Telecom è giudice e arbitro delle sue attività ma impedisce all'utente qualsiasi controllo, riuscendo in questo modo ad esigere credito e a staccare linee telefoniche in contrasto con i principi del diritto civile;

recentemente la magistratura napoletana ha avviato sette avvisi di garanzia ad altrettanti dirigenti di Telecom che nella volontà di sospendere unilateralmente il servizio e di pretendere il pagamento di bollette maggiorate dalle linee erotiche ha ravvisato gli estremi del reato di abuso d'ufficio e di concussione;

lo stesso Ministero in data 10 gennaio 1995 ha richiesto spiegazioni in merito "alla abusiva sospensione del servizio telefonico a migliaia di utenti";

utenti in queste condizioni si sono rivolti alla magistratura e alle forze dell'ordine per chiedere la tutela dei propri diritti;

appare invece strana la procedura di conciliazione ed arbitrato che costringe l'utente a rivolgersi ad associazioni di consumatori convenzionate con Telecom -;

se non ritenga, alla luce di quanto esposto, opportuno:

istituire una commissione d'inchiesta per verificare la situazione delle bollette che riportano scatti mai fatti, chi è coinvolto in queste eventuali truffe, svolgendo un rigoroso controllo sui fornitori e sulla destinazione degli ingenti capitali esportati tramite l'acquisto di servizi hard su linee intercontinentali, se vi sono responsabilità da parte della dirigenza Telecom;

prevedere nel nostro paese l'istituzione di una bolletta trasparente nella quale venga documentato all'utente il traffico svolto e che comunque si metta in condizione lo stesso a controllare il proprio apparecchio con il dispositivo citato;

che la sospensione del servizio avvenga solo nei casi di evidente morosità;

che in caso di contestazione dell'utente, l'onere della prova sia imposto all'autorità concessionaria;

che vengano rese note le convenzioni stipulate con le associazioni dei consumatori e gli importi che le stesse introitano per l'attività di conciliazioni e che comunque siano interrotte tali convenzioni in quanto le associazioni in difesa dei consumatori non possono avere rapporti con le controparti;

che i servizi aggiuntivi non possano essere accessibili senza l'assenso dell'utente.

(5-00907)

* Comitato Vittime della Sip-Telecom * info@sipvittime.org
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