E' un'intervista ad un "tecnico Telecom", molto in alto, che vuole rimanere
anonimo, gentilmente fornitaci (assieme ad un'altra che non riportiamo)
da un amico, che ringraziamo qui, senza svelarne il nome, e del quale
trascriviamo fedelmente il commento iniziale.
Sono le "gole profonde", anonimi aiutanti della chiarezza che si lasciano identificare solo da quel modo investigativo, dilettante e fortunoso che li fa parlare con la promessa di non farli riconoscere.
E' l'accedere a una o più notizie, chiaramente riservate, tendenzialmente poco pulite, che ammantano di mistero, di attesa e fanno sembrare anche quel che non lo merita.
Senza nome, età e indirizzo, sono il controcanto dell'ufficialità, del permesso perché qualcuno l'ha scritto e il non ultimo indicatore di un qualcosa che è cresciuto fino a scoppiare, a impazzire come la crema e a farsi perennemente negare al telefono.
Esprimono, comunque, il bisogno di comunicare, di rendere partecipi noi ignari e ingenui della verità, per fare giustizia o per dare ordine, senza alcun crescendo d'ira, d'imbarazzo o di progetto per il futuro, che rimane, questo sì, grigio e ignoto.
Distanti sono i due echi, le due voci di rimando che abbiamo ascoltato, e proprio dall'osservazione di questo iato, di questa lacerazione si può iniziare a formulare, a tracciare idealmente, la nuvola comprendente i punti fermi e mobili di tutti i possibili sistemi: per poi scoprire che sono sempre gli stessi.
Sono, in definitiva, due punti di riferimento in questa complessità
che è da una parte monopolistica e dall'altra illegale, molto poco
sensibile ai cambiamenti legislativi intervenuti e in continua fuga
dalla giustizia: sempre vincente, sempre perdente e sempre in
attivo.
X
E' una persona, in termini giuridici, "informata sui fatti", sicura nei
toni, nelle specificazioni e mai incerta nelle accuse che muove a
quello che rimarrà sempre il suo datore di lavoro.
E' il proprietario di un numero di telefono sempre occupato, che
non vuole spiegarsi e spiegare ma fornire i dati di una
frammentazione fastidiosa, di un golpe possibile e di una
orwelliana tassa sulle conversazioni.
E' una delle tante possibili verità.
Domanda: Il caso del cellulare del Sindaco Bassolino, a Napoli, ha una spiegazione?
Lovelace: Mi sembra (...) che una società di servizi gli rubava le telefonate ancora prima che il cellulare venisse attivato.
D: Sì era così.
L: (...) Tutta la Telecom di Napoli ha avuto, dal giorno in cui è uscita la storia sui giornali, quasi un'inchiesta permanente. Roba da non credere, ma poi qualcuno ha detto di chiuderla lì. Perché se interi pezzi della Telecom rubano telefonate agli utenti nascono i problemi di quelli veri. La Telecom si era inventata l'Audiotel per fare affari coi pezzi grossi, i Berlusconi e gli Agnelli. Poi però qualcun altro ci si è messo di mezzo e l'ha esportato all'estero con gli 00 per guadagnarci senza dividere niente con nessuno.
D: Sono sospetti o dati di fatto?
L: E' la pura e semplice verità. Io diciamo che ho perso il mio lavoro, per aver detto queste stesse cose, diciamo pure che quello che dicono chi accusa Telecom è vero.
D: Chi accusa?
L: Uno lo conosci, è Filippi.
D: In che misura quel che dice Filippi è vero?
L: C'è un sistema che può controllare e pompare qualunque telefono. Hanno preso un campione particolare e gli hanno fatto arrivare delle bollette molto elevate, così per vedere che succedeva. Pochi si sono chiesti se i figli o gli amici avessero veramente telefonato, quasi tutti hanno pagato e qualcuno l'ha fatto con il conciliato. Ma nessuno ha messo in dubbio le bollette. Filippi è conosciuto perché è stato uno dei pochissimi a rispondere.
D: Chi è questo qualcuno?
L: E chi lo sa! Noi sappiamo che succede, che è una cosa continua e che è lampante per chi ci lavora o ci ha lavorato, mah.
D: Come funziona il sistema?
L: Quale? ... Quello degli 00?
D: Sì degli 00.
L: E' la teoria dei vasi comunicanti. C'è dell'acqua da trasportare da un punto ad un altro, ma nessuno deve sapere che l'acqua si muove, l'unico modo è far credere che quello che si trasporta si butta. Invece non si butta via, solo che non si fa vedere dove va a finire.
D: Come?
L: La centrale A trasmette alla centrale B un messaggio, la centrale C sente tutto ma non può intervenire. In poche parole, Perugia chiama Torino passando per Hong Kong. La telefonata è tra Perugia e Torino, Hong Kong registra solo l'inizio e la fine della chiamata. I terminali sono gli stessi ed è tutto automatico, nessuno se ne accorge e tutti credono che le telefonate siano vere. In realtà si può solo ascoltare, mentre se fossero vere telefonate internazionali la centrale ricevente potrebbe sempre intervenire, per lo meno automaticamente, invece così si riesce solo a sentire un'eco lontana.
D: Chi ci guadagna?
L: I proprietari o i maggiori azionisti di quasi tutte le compagnie telefoniche dove sono indirizzate le hot-lines. Scopri chi sono i gestori e saprai chi è che cambia le carte in tavola con le telecomunicazioni.
D: Cosa può provare?
L: Quasi tutto dentro ad una centrale e quasi niente fuori. Mi devi credere perché fra qualche anno la Telecom non sarà più sola e finito il monopolio non potranno più fare di queste cose, perché tutti sapranno.
D: E' il 1 gennaio del '98 la data della fine del monopolio telefonico. E fino ad allora?
L: Aspetto ... La sai, come quella del giapponese che aspetta in riva
al fiume che passi il cadavere del nemico, una cosa così.