AL DIRETTORE DEL
MATTINO DI PADOVA
Padova, 9 maggio 1997.
Oggetto: precisazioni in merito all'articolo apparso a pag 21 del Mattino di Padova di sabato 26 aprile 1997
In merito all'articolo apparso a pag. 21 del "Mattino di Padova" di sabato 26 aprile 1997, ritengo opportuno inviare alcune precisazioni, con preghiera di pubblicare integralmente.
Innanzitutto il titolo: "Denunciato l'uomo anti-Telecom". Non si tratta di "denunce" in sede penale, ma di "citazioni" in sede civile della Telecom Italia contro il sottoscritto. Ne' tanto meno si può allora parlare di "reati", se la stessa Sip-Telecom non ha mai ritenuto opportuno presentare alcuna denuncia in sede penale.
Le "denunce" alla Procura penale sono state invece presentate dal sottoscritto contro la Società Sip-Telecom ed i suoi responsabili, anche per "diffamazione, ingiurie e molestie", oltre che per i ben noti addebiti abusivi di traffico e servizi telefonici inesistenti.
Per quanto riguarda la "pesantezza di alcune espressioni" che (a detta della Società Telefonica) avrei usato nelle mie lettere (private) alla Sip-Telecom, dopo che la stessa Società ha abusivamente "tagliato" la mia linea telefonica, senza rispondere alle mie legittime "richieste di documentazione e chiarimenti", il confronto tra i testi originali e completi delle suddette lettere e le estrapolazioni contenute negli atti di citazione della Telecom può dimostrare chiaramente come sia facile stravolgere il significato di un testo scritto, occultandone volutamente alcune parti fondamentali. E' poi chiaro che la gravità sta nel fare "false dichiarazioni in atti pubblici", appositamente per danneggiare il sottoscritto, non certo nel dare (documentatamente) del "bugiardo" a chi quelle "false dichiarazioni" le ha realmente fatte.
A questo punto dovrebbe essere chiaro qual'è il "vero scopo" della Telecom-Italia, con il ricorso addirittura alla Corte d'Appello di Venezia (come sparare alle mosche col cannone!), contro la sentenza assolutoria del Tribunale Civile di Padova: far cessare l'opera di assistenza del "Comitato Vittime della Sip-Telecom" agli utenti colpiti da queste "bollette gonfiate". Opera che rende sempre più insostenibili le insignificanti "dichiarazioni di regolarità" preconfezionate, unico mezzo con cui da anni la Telecom è capace di giustificare questi addebiti, ritenuti abusivi anche dal Ministero delle Poste.
Viene tuttavia da porsi un quesito. In cosa può consistere "l'onorabilità" di una Società (che la Telecom lamenta lesa dal sottoscritto), se non nel mantenimento di un corretto rapporto con i propri "clienti" e nel rispetto delle Leggi e disposizioni dello Stato? Può dirsi "onorabile" un'Azienda che ha fatto dell'abuso del taglio indiscriminato della linea telefonica, l'unico mezzo per risolvere il contenzioso con i propri utenti? Una Società di gestione, in concessione, di un Servizio Pubblico, che fa degli incassi derivanti dai "servizi erotici", una tra le voci più "grosse" dei propri bilanci?
Ringraziando per l'attenzione, inviamo cordiali saluti
Ing. Lorenzo Filippi
Presidente del
Comitato Vittime della Sip-Telecom
* Comitato Vittime della Sip-Telecom *
info@sipvittime.org
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