PADOVA - Stamane davanti alla seconda sezione del tribunale civile è in ruolo l'udienza che oppone la Telecom all'ingegner Lorenzo Filippi, il coordinatore del "Comitato Vittime della Sip" che riunisce in tutta Italia centinaia di utenti. Si tratta di un contenzioso duro proprio perché Filippi ha contestato alla Telecom di essere poco chiara nella attribuzione degli scatti e in particolare nelle telefonate intercontinentali. Per la puntata odierna è prevista la presenza di Beppe Grillo, il comico nemico della ex Sip.
UDIENZA particolarmente interessante stamane davanti alla seconda sezione del tribunale civile in occasione del processo che oppone la Telecom (ex Sip) all'ingegner Lorenzo Filippi, personaggio noto in tutta Italia perché coordinatore del "Comitato Vittime della Sip" che attualmente riunisce non meno di 200 utenti che lamentano il ricevimento di bollette ritenute artificiosamente "gonfiate" con importi da capogiro.
E' quello tra Telecom e Filippi un contenzioso duro perché il professionista padovano da tempo sta conducendo una vera e propria "battaglia" sul filo degli scatti di utenza "accusando" la ex Sip di non agire con chiarezza sulle modalità di registrazione delle telefonate. Una "battaglia" che ha avuto essenzialmente risvolti personali (Filippi ha tuttavia pagato tutte le sue bollette) ma che alla fine si è allargata a macchia d'olio coinvolgendo nella protesta un gran numero di persone in tutta Italia. Un argomento che poi è stato oggetto di una recente e vivace puntata della trasmissione televisiva "Mi manda Lubrano" alla quale, sino all'ultimo minuto, si è tentato di "evitare" l'intervento di Filippi.
L'udienza di stamane dovrebbe registrare la presenza come testimone di Beppe Grillo, il celebre comico genovese, "nemico" giurato della Telecom e che proprio pochi giorni fa ha partecipato provocatoriamente per conto del fratello piccolo azionista alla assemblea degli azionisti della ex Sip non risparmiando velenose battute, tutte sulla falsariga delle due "serate" anti-Sip delle quali è stato protagonista dagli schermi della televisione: trasmissioni che hanno avuto elevata audience e che avrà una amplissima platea di "ascoltatori"
La cronaca di questa querelle giudiziaria inizia nel novembre dell'anno scorso quando la ex Sip cita in giudizio l'ingegner Filippi chiedendo, in buona sostanza, il ristoro dei danni d'immagine che il professionista padovano le ha procurato con la sua durissima contestazione. Filippi tra l'altro ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Padova per sottoporre - annota la Telecom nel suo esposto - "all'autorità giudiziaria il comportamento nell'occasione tenuto dalla società esponente affinché fosse verificata l'esistenza di elementi penalmente rilevanti". Uno "scontro", dunque, senza esclusione di colpi e che a causa dell'astensione dalle udienze degli avvocati ha subito una serie di rinvii. Ma oggi gli "avversari" si ritrovano di fronte e con un'interessante novità e cioè che a fianco di Filippi si sono schierati due fortissimi alleati, il Codacons (l'Associazione Consumatori) e l'Associazione Utenti Servizi Telefonici che si producono in un'intervento cosiddetto "ad opponendum" e cioè perché sia respinta la istanza proposta dalla Telecom contro Filippi. Il Codacons e l'Associazione Utenti scrivono nella loro nota di comparsa che non intendono entrare nel merito delle "affermazioni reciproche della Sip e del Filippi" ma ritengono doveroso intervenire nel giudizio per le seguenti ragioni: "l'introduzione del servizio 144 (tutta quella serie di telefonate a pagamento ndr) ha portato gravissimi danni materiali e morali alla intera collettività degli utenti, danni che non possono essere accertati e rappresentati al giudicante". Il Codacons reputa che sia stato tenuto da parte della Sip nei confronti del Filippi "un contegno gravemente ingiurioso consistito nel non rispondere all'utente o nel rispondere con moduli prestampati non preceduti da reali accertamenti tecnici".
Pertanto l'Associazione Utenti Servizi Telefonici formula una serie
di richieste al giudicante che possono essere così riassunte: la Sip
ha ricevuto decine di migliaia di proteste per il servizio 144 e a
tutte ha risposto in modo analogo. Proceda il tribunale ad acquisire
i tabulati relativi all'ufficio reclami e sentire come testimone il
presidente e il direttore generale Telecom e il presidente
dell'Associazione Utenti Servizi Telefonici Vito Nicola De Russis. La Sip
ha risposto alle proteste con accertamenti formali. Su questa
circostanza viene sollecitata la testimonianza del responsabile
tecnico della Sip di Padova "specie in relazione agli accertamenti
tecnici effettuati sull'utenza del Filippi". E ancora: il servizio 144
"ha determinato numerosi procedimenti penali con parti offese di
decine di migliaia di cittadini al solo fine di lucro della società e
con violazione di norme penali a tutela del buon costume". Su
questa circostanza è sollecitata l'escussione appunto di Beppe
Grillo ed è richiesta l'acquisizione del verbale dell'ultima
assemblea degli azionisti Telecom". E' vero - si sottolinea ancora -
che in moltissimi casi la Telecom ha rinunciato a richiedere il
pagamento delle bollette quando si è protestato per il 144. Ecco
perché il collegio di Padova proceda alla acquisizione "dell'elenco
dettagliato delle cosiddette giacenze di bollette non pagate presso
la direzione generale di Roma" mentre - ed è la stoccata finale -"è
vero che l'organo di vigilanza cioè il Ministero delle Poste e
Telecomunicazioni non ha fatto nulla per impedire tanti soprusi ai
danni degli utenti".
* Comitato Vittime della Sip-Telecom *
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