Egr. Sig. DIRETTORE
del MATTINO DI PADOVA
Via Pellizzo, 3
35128 PADOVA
RACCOMANDATA A.R.
Padova, 21 novembre 1994.
In riferimento all'articolo a firma di Antonio Garzotto, a pag 26 del MATTINO DI PADOVA di venerdì 18 novembre 1994, desidero precisare alcune inesattezze riportate, che potrebbero essere lesive della mia onorabilità e serietà sia personale che professionale, ed inoltre potrebbero compromettere i risultati del contenzioso in atto con la SIP-TELECOM, con gravi danni per la mia persona e famiglia.
Innanzitutto nel titolo il mio cognome è stato cambiato da Filippi a De Filippi. Nel sottotitolo si afferma "....ma non ha ancora pagato i propri canoni .....", e poi al secondo paragrafo "....professionista che ha contestato e non pagato .....". Quanto riferito non corrisponde a vero, poichè in una delle bollette contestate (5 bimestre 1993) tutti i canoni sono stati interamente saldati, mentre ho trattenuto solo la quota scatti pari a L.341.000, in attesa di adeguata giustificazione della SIP e di elementi di prova (tabulati) che tali telefonate fossero di mia competenza, prove che la SIP-TELECOM si è sempre rifiutata di fornire. Altre bollette pure contestate (6 bim 92 e 1 bim 94) sono invece purtroppo state interamente saldate. Pertanto l'accusa di "morosità" è solo una calunniosa insinuazione della Società telefonica, che spera così di occultare le proprie inadempienze e giustificare gli abusi compiuti nei confronti del sottoscritto e di numerosissimi altri utenti. La cifra in contestazione è stata sempre a disposizione della SIP-TELECOM, ed è da tempo depositata su libretto al portatore (di cui si trasmette copia), basta solo che la Società fornisca le prove in suo possesso più volte richieste (27 raccomandate senza risposta o con evasiva replica). Ho già inoltrato denuncia contro la SIP-TELECOM per diffamazione e per falso in atti pubblici.
Il sottoscritto ha il telefono staccato dal 10 giugno 1994 e questo ha comportato gravi danni, soprattutto al mio lavoro. Non vedo come questo fatto inconfutabile si possa insinuare come pura fantasia di persone affette da "mania di persecuzione", come riportato nell'articolo citato. Se la SIP-TELECOM ritiene di aver ragione, perchè non porta le prove di quanto afferma, prima di staccare il telefono agli utenti e si rifiuta invece di partecipare ai numerosi confronti pubblici cui è stata invitata? Noi le nostre prove non abbiamo paura di mostrarle, basta che ce lo lascino fare!
Ing. Lorenzo FILIPPI,
Coordinatore del Comitato "Vittime della SIP"
P.S.: Invito a pubblicare la presente rettifica,
integralmente e senza aggiunte o modifiche, a sensi dell'art.8
della Legge 8 febbraio 1948, n 47 (Legge sulla stampa), e del
punto "Rettifica e replica" della "Carta dei doveri del
giornalista" redatta ad integrazione dell'art.2 della Legge 03-
02-1963, n 69.
* Comitato Vittime della Sip-Telecom *
info@sipvittime.org
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