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LA VICENDA GIUDIZIARIA SIP-TELECOM/FILIPPI (002)


DA "IL MATTINO DI PADOVA"- VENERDI' 18 NOVEMBRE 1994- PAGINA 26

Citato il fondatore del "Comitato Vittime Sip"
in guerra da un anno per le superbollette milionarie

Dossier in Procura
Telecom all'attacco
Contro De Filippi

L'azienda pretende i danni dall'ingegnere che la contesta
ma non ha ancora pagato i propri canoni definiti gonfiati
In attesa del giudice gli ha tagliato i fili del telefono

di Antonio Garzotto


GUERRA vuole e guerra sia. Con una citazione a giudizio davanti al Tribunale civile (prima udienza il 15 dicembre prossimo, ore 9) la ex Sip (ora Telecom) ha aperto le ostilità, personalmente contro l'ingegner Lorenzo Filippi fondatore del "Comitato Vittime della Sip" che, a tuttoggi, riunisce 170 aderenti e cioè utenti telefonici che lamentano il ricevimento di bollette ritenute artificiosamente "gonfiate" con importi, frequentissimi, da capogiro.

La Telecom pretende i danni dal professionista che ha contestato e non pagato, perché ritenuto ingiustificato, l'importo di numerose bollette di casa e pertanto l'utenza domestica gli è stata disattivata, così come previsto dalla norma.

L'ingegner Filippi nel suo studio di via Crimea non si scompone più di tanto. Anzi ribadisce che proseguirà sempre nella sua azione e nel suo impegno per ottenere chiarezza sulle modalità di "registrazione" delle sue telefonate nei tabulati della ex Sip, tabulati che sarebbero stati qualificati come "documenti riservati" e che pertanto non sono accessibili ad eventuali richiedenti. Nell'esposto firmato dall'avvocato Luigi Casalini e contenuto in diciannove cartelle dattiloscritte la ex Sip dopo aver ricordato il "curriculum" del contenzioso con il professionista padovano allega - a testimonianza dell'azione lesiva nei suoi confronti - le lettere raccomandate che l'ingegner Filippi ha inviato al direttore della Telecom Padova ingegner Luigino Biral, nonché due copie dei quotidiani locali in cui, per quanto riguarda il nostro, il 12 luglio scorso era stata convocata in città una assemblea di tutti gli utenti "protestanti" (padovani e non) che si sono visti recapitare bollette spesso supermilionarie così come - ricorda Filippi - quella signora di Albignasego che con l'apparecchio abilitato solo alle telefonate in "entrata" si è trovata in conto quasi un migliaio di scatti in "uscita" che non poteva assolutamente effettuare e, quasi tutti diretti in Cile. La decisione della Sip-Telecom di intraprendere l'azione di ristoro civile nei confronti del fondatore del Comitato Vittime, si appaia ad una inchiesta di natura penale, in corso come si ricorderà, davanti al sostituto procuratore pretorile Paola Cameran che da mesi sulla base di una trentina di denunce (compresa quella di Filippi) sta verificando la fondatezza delle ipotesi di accusa (soprattutto truffa) sostenute dai ricorrenti. Il magistrato avrebbe già proceduto al sequestro dei tabulati presso la Sip. In attesa, dunque, dell'appuntamento di dicembre davanti al giudice civile l'ingegner Filippi, e decine di appartenenti al "Comitato" stanno intanto inviando, giorno dopo giorno, esposti denuncia all'Ufficio Centro Concessioni che per il Triveneto ha sede a Mestre e che è rubricato sotto una titolazione che, in pratica, lo rendeva introvabile: Circolo Costruzioni Telegrafiche e Telefoniche per le Tre Venezie la cui direzione generale è a Roma presso il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Si tratta di un ente - spiega Filippi - che presiede al controllo di tutte le concessioni governative e dei servizi in concessione delle Poste come appunto sono i telefoni. Negli esposti si chiede al Centro di sollecitare la Sip a trasmettergli la documentazione per l'effettuazione dei controlli.

Il 2 settembre scorso, inoltre, il Comitato aveva interessato della vicenda il Prefetto di Padova soprattutto in tema di sospensioni di linee telefoniche. In data 28 ottobre scorso il Prefetto aveva informato con lettera l'ingegner Filippi d'aver sensibilizzato la Sip "in merito al danno causato a numerosi utenti del "Comitato Vittime Sip" con la sospensione della linea telefonica" e che la Sip aveva risposto con lettera che veniva allegata. La missiva, firmata "Telecom Italia spa" dopo aver illustrato i motivi (morosità) per cui all'ingegner Filippi era stato "tagliato" il telefono di casa, sottolineava la Telecom come fosse "del tutto infondata l'affermazione contenuta nella missiva a Voi inviata dall'ingegner Filippi su presunte ammissioni da parte della nostra Società dell'esistenza di qualsivoglia attività volta ad alterare artatamente il corretto funzionamento dei contatori in centrale".

In attesa dunque che l'autorità giudiziaria e quella civile indichino da che parte sta la verità e se la Sip Telecom davvero si "diverte" a "sparare" scatti nei contatori di ignari utenti o se l'ingegner Filippi (e con lui gli altri aderenti al Comitato) siano affetti da mania di persecuzione, si aspetta con interesse di conoscere pure la risposta del Ministro delle Poste all'interrogazione del Senatore Stefano Stefani della Lega Nord sulle lamentele e sulle contestazioni degli utenti della Sip e su eventuali disservizi quali la manomissione dei contatori "possibilità questa denunciata dalla Unione Nazionale dei Consumatori e se esiste la possibilità di attribuire scatti o telefonate anche quando mai avvenute".


* Comitato Vittime della Sip-Telecom * info@sipvittime.org


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